Il mondo del cinema e dello spettacolo dice addio a Tim Curry. L’attore, cantante e doppiatore britannico, diventato un’icona della cultura pop grazie soprattutto alla sua interpretazione del Dr. Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show, è morto martedì a Los Angeles all’età di 80 anni. La notizia è stata confermata da Variety.
Al momento non è stata resa nota la causa della morte. Curry aveva affrontato diversi problemi di salute dopo il grave ictus che lo aveva colpito nel 2012 e che lo aveva costretto a utilizzare una sedia a rotelle.
La sua carriera, durata oltre mezzo secolo, resterà inevitabilmente legata a Rocky Horror. Curry interpretò per la prima volta Frank-N-Furter sul palcoscenico londinese nel musical di Richard O’Brien The Rocky Horror Show, diretto da Jim Sharman, portando successivamente il personaggio anche a Los Angeles e New York.
Nel 1975 arrivò poi The Rocky Horror Picture Show, adattamento cinematografico diretto ancora una volta da Sharman e interpretato anche da Susan Sarandon, Barry Bostwick e Richard O’Brien. Inizialmente il film fu un insuccesso commerciale, ma le proiezioni di mezzanotte gli regalarono una straordinaria seconda vita, trasformandolo in uno dei cult movie più celebri della storia del cinema.
Curry era consapevole che un personaggio così travolgente avrebbe potuto accompagnarlo per sempre. In un’intervista del 1975 aveva infatti ammesso di aver temuto che, in caso di successo, sarebbe stato difficile liberarsi di quell’immagine, aggiungendo però di aver sempre pensato che non valesse la pena fare qualcosa senza correre un rischio.
Ma la carriera dell’attore andò ben oltre Frank-N-Furter. Dopo aver debuttato professionalmente nel 1968 nella produzione londinese di Hair, Curry si impose anche a teatro, ottenendo una candidatura ai Tony Awards per la sua interpretazione di Mozart in Amadeus e una nomination ai Laurence Olivier Awards per The Pirates of Penzance.
Al cinema regalò al pubblico numerosi altri personaggi memorabili. Fu Rooster Hannigan in Annie di John Huston e il terrificante Darkness in Legend di Ridley Scott, oltre all’esilarante maggiordomo Wadsworth nel cult Signori, il delitto è servito. Negli anni ’90 apparve inoltre in Caccia a Ottobre Rosso, I tre moschettieri e Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York.
Per gli appassionati di horror, però, un altro ruolo è rimasto scolpito nell’immaginario collettivo: Pennywise nella miniserie IT del 1990, primo adattamento televisivo del celebre romanzo di Stephen King.
Curry costruì parallelamente una prolifica carriera come doppiatore, lavorando a produzioni animate come FernGully – Le avventure di Zak e Crysta, The Rugrats Movie e Rugrats in Paris. L’attività vocale assunse un’importanza ancora maggiore dopo l’ictus del 2012.
Il legame con Rocky Horror, intanto, non si interruppe mai. Nel 2016 tornò nell’universo che lo aveva reso celebre interpretando il narratore nel film televisivo The Rocky Horror Picture Show: Let’s Do the Time Warp Again. Con la morte di Tim Curry scompare uno degli interpreti più riconoscibili e anticonvenzionali della sua generazione, capace di lasciare un segno indelebile tra cinema, teatro, televisione e musica.
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