Daria Nicolodi è scomparsa oggi, all’età di 70 anni. Il suo volto resterà per sempre l’icona di Profondo Rosso, l’horror cult di Dario Argento, a lungo suo compagno, del quale fu protagonista. A dare la notizia è stato proprio il maestro del brivido: dal loro rapporto, un lungo sodalizio artistico e sentimentale, è nata nel 1975 la figlia Asia Argento.
Daria Nicolodi ha debuttato al cinema nel 1970 nel film Uomini contro di Francesco Rosi, nel ruolo di una crocerossina, e ha poi lavorato in ruoli sempre più importanti con tutti i registi più grandi: Elio Petri (in La proprietà non è più un furto, 1973), Sergio Citti (Il minestrone, 1981), Ettore Scola (Maccheroni, 1985), Cristina Comencini (La fine è nota, 1993), Giovanni Veronesi (Viola bacia tutti, 1998), Mimmo Calopresti (La parola amore esiste, 1998).
Ma Daria è stata soprattutto il volto simbolo dell’horror italiano degli anni ’70 e ’80, a partire dai film del suo compagno Dario Argento: oltre che in Profondo rosso, ha recitato anche in Suspiria (1977), Inferno (1980), Tenebre (1982), Phenomena (1984, nel quale interpretava l’indimenticabile, sadica direttrice di collegio Frau Brückner), Opera (1987) e fino a La terza madre (2007). Nicolodi ha attraversato l’immaginario da brivido anche di altri autori del genere come Mario Bava (in Shock, 1977), Luigi Cozzi (in Paganini Horror, 1989) e Michele Soavi (La setta, 1991).
Il connubio artistico con Dario Argento è durato per tutta la vita dell’attrice, ma anche Asia l’ha voluta accanto sul set per il suo debutto alla regia in Scarlet Diva (2000). E le ha restituito, anche sullo schermo, il ruolo di madre.
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