Innanzitutto mettiamo in chiaro una cosa: chiamare Agents of S.H.I.E.L.D. «uno spin-off di The Avengers» è parzialmente corretto, ma non copre neanche un decimo di quello che la serie promette di diventare. Questo per attirare subito la vostra attenzione. Ora possiamo fare un passo indietro: ieri è andata in onda la prima puntata di Agents of S.H.I.E.L.D., la serie creata da Joss Whedon per portare anche in tv l’universo che Marvel ha costruito intorno agli Avengers-e-dintorni. Ideata e scritta da lui, nonché diretta (almeno per quel che riguarda il pilot), la serie punta, più che allo spettacolo supereroistico del crossover del 2012, a raccontare le vicende dell’organizzazione segreta dello S.H.I.E.L.D. in seguito ai fatti di New York, quelli che – come ci viene ribadito per l’ennesima volta in un prodotto Marvel post-Avengers – hanno cambiato il mondo come lo conosciamo. Un procedurale in stile X-Files con accenni importanti di trama orizzontale, l’umorismo tipico di Whedon e valori produttivi immensi: questa la valutazione più semplice che si può fare di Agents of S.H.I.E.L.D. dopo aver visto il pilot, in attesa di scoprire come si svilupperà la serie.

Vista l’importanza del prodotto, però, non vale la pena liquidarlo in poche parole: ecco perché siamo qui a raccontarvi nel dettaglio cosa va e cosa non va in questo pilot, quali sono le ragioni per cui siamo già innamorati e cosa invece ci lascia, per ora, perplessi. La nostra analisi comincia qui sotto.

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