Butta subito sul tavolo una delle sue carte più forti il cartellone di Venezia 66. The Road (in italiano è La strada), di John Hillcoat con un bravissimo Viggo Mortensen è probabilmente il film più importante della Mostra e – come già preannunciato da Esquire – “il film più atteso dell’anno”. Tratto dall’omonimo romanzo premio Pulitzer (nel 2007) di Cormac McCarthy (già autore del “cinematografico” Non è un paese per vecchi) a cui è rimasto strettamente fedele, The Road si interroga su un ipotetico futuro postatomico (ma non è specificato) e sul destino dei sopravvissuti in un mondo in cui il genere umano si è tramutato in un branco di lupi famelici che si nutre dei suoi simili. Che ne sarà dei sentimenti, dell’amore, della speranza su un pianeta coperto di cenere, senza sole e senza cibo? Hillcoat, come McCarthy prima di lui, risponde a queste domande in modo commovente e quasi “evangelico”. Alla spietata legge dell’homo homini lupus che domina gli sparuti sopravvissuti oppone pochi radicali irrinunciabili punti fermi: “Essere i buoni” e “Tenere acceso il fuoco”, principi che guidano i due protagonisti principali in un lungo viaggio dominato dall’istinto di sopravvivenza come lampi di luce che rischiarano uno scenario cupissimo e desolantemente grigio.
Interrogato sulla sua scelta di partecipare a un film così duro e cupo Mortensen ha risposto: “E’ una bellissima storia d’amore. E’ difficile leggerla e ancora di più vederla sullo schermo, ma quando John me l’ha proposta non ho avuto alcun dubbio. Si tratta essenzialmente di un padre e di un figlio. La connessione fortissima tra loro è stato proprio l’elemento determinante nello scegliere di partecipare a questo film. Ma ciò che più mi è piaciuto del recitare in questo film è che non c’è la possibilità di nascondersi da nessuna parte. Sei sempre presente, con tutti le emozioni allo scoperto e non puoi fingere”.
Il film – che a oggi non ha ancora una distribuzione italiana – è stato girato (come rivelato in conferenza da Hillcoat) in zone desolate di montagna a temperature molto al di sotto dello zero. Come ribadito dal giovanissimo Kodi Smit-McPhee, che Mortensen ha elogiato per la maturità e la dedizione sul set. Al loro fianco anche Charlize Theron.
Il cartellone è ancora tutto da vedere, ma per noi è già Leone d’Oro.

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