Alessandro Gassmann è tornato a parlare di COVID-19 dopo essersi già esposto in passato sull’argomento, e stavolta e ha espresso il suo pensiero, nello specifico, sul vaccino contro il Coronavirus.
Per l’attore farlo è un dovere di tutti i cittadini, in modo che ognuno possa salvaguardare non solo la propria salute ma anche l’incolumità di chi gli sta intorno.
Ai microfoni di Repubblica l’interprete, molto attivo anche in chiave militante sul suo profilo Twitter e intervistato sul set di un suo prossimo film, ha chiarito la propria posizione: «Sarò tra i primi a farmi vaccinare e spero che a chi non si vaccina non sia permesso entrare nei negozi, ristoranti, aeroporti. So che scateno un putiferio, ma lo penso sinceramente. Mantengo le distanze, mi disinfetto le mani trenta volte al giorno. E a chi non rispetta le regole lo faccio notare, con educazione. Perché non sono solo fatti suoi, sono fatti nostri. Ne va della salute di tutti».
«Anche con l’arrivo dei vaccini – aggiunge Gassmann – tante persone immunodepresse saranno a rischio, bisogna pensare anche a loro. Non capisco questo sentirsi privati della libertà, ci mettiamo troppo al centro delle cose. Non siamo noi interessanti, lo è il proseguimento della vita civile. Come negli ultimi quarant’anni, passerò la notte di Natale con mia moglie e mio figlio davanti all’alberello in una casetta in montagna, senza andare sulle piste. Mi mangio un bel piatto di pasta, faccio camminate distanziate… ma ci fa davvero così schifo starcene con i nostri cari?».
Gassmann tempo addietro aveva proposto una “patente” per andare sugli autobus, al cinema e nei luoghi chiusi.
Foto: Getty (Franco Origlia/Getty Images)
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