«Alien incontra Interstellar»: la serie sci-fi che (forse) non hai considerato abbastanza
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«Alien incontra Interstellar»: la serie sci-fi che (forse) non hai considerato abbastanza

Il punto di incontro perfetto tra horror claustrofobico e fantascienza esistenziale ed emotiva

«Alien incontra Interstellar»: la serie sci-fi che (forse) non hai considerato abbastanza

Il punto di incontro perfetto tra horror claustrofobico e fantascienza esistenziale ed emotiva

La serie Netflix sci-fi The Silent Sea

Pochi sci-fi sono stati in grado di rappresentare pienamente i pericoli dell’esplorazione spaziale. Tra essi figurano sicuramente due pietre miliari del genere, ovvero Interstellar di Christopher Nolan e Alien di Ridley Scott: due film diversissimi tra loro, ma in grado di trasmettere allo spettatore – seppur con prospettive quasi opposte – tutto il terrore che si annida nella vastità dell’universo. Entrambi, nel corso degli anni, hanno ispirato tante opere afferenti allo stesso genere. Una delle più interessanti si trova su Netflix: è il k-drama The Silent Sea, che mescola l’urgenza di salvare un pianeta morente con l’inquietudine dell’incontro con l’ignoto.

Articolato in un’unica stagione di otto episodi, questo thriller/fantascientifico è ambientato nel futuro, in una Terra che soffre per la desertificazione estrema a causa del cambiamento climatico. La sopravvivenza dell’umanità è a rischio, e la scienziata Song Ji‑An (Bae Doona) si unisce a un gruppo altamente qualificato in missione verso una stazione lunare abbandonata. Il loro obiettivo è quello di recuperare un misterioso campione, ma Ji‑An ha anche uno scopo personale: desidera infatti fare luce sulla morte della sorella, avvenuta cinque anni prima sulla stessa base lunare, per via di un incidente che ha ucciso 117 persone. Ben presto, infatti, diventa chiaro che la missione nasconde molto altro, e i protagonisti si trovano a svelare esperimenti segreti, morti inspiegabili e una sostanza che si comporta in modo tutt’altro che naturale.

Vi rassicuriamo subito: la storia di questa serie sudcoreana è molto più accessibile rispetto a quella del kolossal di Nolan, spesso criticato per l’eccessiva complessità. Allo stesso tempo, la trama più lineare non sacrifica la profondità delle tematiche, che ruotano attorno a questioni urgenti per il nostro pianeta, come la crisi climatica, le disuguaglianze e la lotta per le risorse. Proprio quest’ultimo è forse l’elemento più interessante di questa serie sci-fi, che in linea con Alien mette i protagonisti faccia a faccia con una sostanza che non segue le logiche biologiche terrestri. Abbiamo quindi una contaminazione di diversi generi, come il mystery (cosa è successo alla base lunare?), l’horror (l’acqua che, come in Alien, diventa qualcosa di pericoloso, alieno e potenzialmente mortale) e lo sci-fi, con profonde domande etiche sulla salvezza dell’umanità, il sacrificio e la clonazione.

Inoltre, sempre come nel film di Ridley Scott, gran parte della storia di The Silent Sea si svolge in uno spazio chiuso, claustrofobico e inquietante, dove il pericolo è invisibile e si nasconde negli anfratti. Istante dopo istante, la crew si rende conto di non essere più in controllo della situazione. La tensione e la paranoia crescono, mentre i protagonisti capiscono che la minaccia non è soltanto personale, ma potrebbe avere conseguenze catastrofiche anche sulla Terra.

Tra l’horror di Alien e le domande esistenziali di Interstellar, The Silent Sea è quindi il punto d’incontro perfetto che trasforma la sopravvivenza in un mistero sull’umanità stessa. Una serie da non sottovalutare, se siete appassionati di sci-fi.

Fonte: ScreenRant

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