Dopo la notte degli Oscar del 2022, quando lo schiaffo rifilato a Chris Rock sul palco del Dolby Theatre ha segnato una frattura profonda nell’immagine pubblica di Will Smith, la carriera e la reputazione dell’attore e musicista non hanno mai davvero ritrovato una piena stabilità. Tra scuse pubbliche, progetti rinviati e un lento ritorno sotto i riflettori, Smith ha cercato di ricostruire il proprio percorso professionale. Ora, però, una nuova vicenda giudiziaria rischia di riportarlo al centro di una bufera ben più grave, che va oltre lo scandalo mediatico e tocca il terreno delle accuse di molestie sessuali e licenziamento illegittimo.
Secondo quanto riportato da Variety, Will Smith sarebbe stato citato in giudizio dal violinista Brian King Joseph, musicista noto anche per aver partecipato ad America’s Got Talent, che lo accusa — insieme alla società Treyball Studios Management — di molestie sessuali, ritorsione e licenziamento ingiustificato. La causa, depositata nei giorni scorsi, fa riferimento a presunti fatti avvenuti durante il Based on a True Story: 2025 Tour, che Smith ha intrapreso nella primavera del 2025.
Stando alla denuncia, Smith ha inizialmente ingaggiato Joseph nel novembre 2024 per un’esibizione a San Diego, per poi invitarlo a unirsi al tour del 2025 e a collaborare al suo prossimo album. Nel corso del tempo, il rapporto tra i due si sarebbe fatto sempre più stretto e, secondo quanto sostenuto dall’accusa, Smith avrebbe espresso frasi dal tono personale e intimo, tra cui: «Tu e io abbiamo una connessione così speciale, che non ho con nessun altro». Espressioni che, nel contesto delineato dalla causa, verrebbero interpretate come parte di un comportamento definito «predatorio» e finalizzato a «adescare e preparare il signor Joseph per un’ulteriore sfruttamento sessuale».
Un episodio centrale della vicenda si sarebbe verificato nel marzo 2025, durante una tappa del tour a Las Vegas. Joseph sostiene che la sua borsa, contenente anche la chiave della stanza d’albergo, sarebbe scomparsa per alcune ore prima di essere ritrovata dalla direzione, precisando che i membri del management sarebbero stati «le uniche persone con accesso alla stanza». Al suo rientro in camera, il musicista afferma di aver trovato segni di un ingresso «illegale», insieme ad alcuni oggetti lasciati all’interno: salviettine, una confezione di farmaci per l’HIV intestata a un’altra persona e un biglietto con la scritta: «Brian, tornerò non oltre le 5:30, solo noi (cuore disegnato), Stone F».
Joseph avrebbe interpretato il messaggio come un avvertimento che «un individuo sconosciuto sarebbe presto tornato nella sua stanza per intrattenere atti sessuali» con lui. L’episodio sarebbe stato segnalato sia alla sicurezza dell’hotel sia ai rappresentanti di Smith, oltre che a una linea di polizia non d’emergenza. Tuttavia, secondo la causa, pochi giorni dopo un membro del team di gestione l’avrebbe «umiliato» per l’accaduto, comunicandogli il licenziamento e insinuando che l’intera storia fosse stata inventata.
La denuncia sostiene infine che, a seguito del licenziamento, Joseph avrebbe sofferto di disturbo da stress post-traumatico e di rilevanti perdite economiche. Al momento, i rappresentanti di Will Smith non hanno risposto alle richieste di commento. Le accuse restano tali in assenza di una condanna, ma la vicenda apre un nuovo capitolo delicato in una fase già complessa della carriera della star.
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Foto: Kris Connor/Getty Images
Fonte: Variety
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