Il personaggio di Dumbo è nato nei primi anni quaranta quasi per caso: prima di diventare il protagonista del quarto classico Disney per eccellenza, l’elefantino era infatti stato ideato come personaggio per testare una collana di libri- giocattolo chiamati Roll-A-Book. Merito forse delle sue gigantesche orecchie, il cucciolo di pachiderma ha davvero spiccato il volo, diventando uno dei character Disney più iconici e amati da intere gene- razioni, oltre ad aggiudicarsi un Oscar nella categoria Miglior colonna sonora. In realtà la sua fortuna è strettamente legata a un’avventura che già nel 1941 era stata capace di raccontare per immagini temi delicati e mai invecchiati come bullismo, sfruttamento, separazione, solitudine, isolamento e prevaricazione del diverso, ma che al contempo era anche un racconto di crescita e di rivalsa, che arrivava proprio grazie a quel- la diversità – due orecchie gigantesche – che rendevano il piccolo Dumbo una creatura unica nel suo genere.
A distanza di quasi 80 anni l’elefantino torna al cinema (nelle sale dal prossimo 28 marzo), con un live action diretto non a caso da Tim Burton, regista che, oltre a vantare già una certa dimestichezza con le trasposizioni in carne e ossa delle fiabe Disney – ha diretto Ali- ce in Wonderland nel 2010 – ha dimostrato di essere perfettamente a suo agio nel tradurre sullo schermo ed emozionare il pubblico raccontando le storie degli emarginati (Edward mani di forbice) e dei diversi (Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali). Basato su una sceneggiatura di Ehren Kruger, la versione live action di Dumbo rivisita in maniera piuttosto radicale il lm originale. Innanzitutto ne prende spunto per far esplodere un racconto che, nella sua versione animata, durava poco più di 60 minuti, e per farlo introduce diversi personaggi umani che contribuiscono a raccontare un’avventura nuova e per diversi aspetti inedita. Holt Farrier è una ex star del circo interpretata da Colin Farrell che, al ritorno dalle trincee della Seconda guerra mondiale, trova la propria vita sconvolta. Il proprietario del cir- co Max Medici (Danny DeVito) lo assume chiedendogli di occuparsi di un elefante appena nato le cui orecchie sproporzionate lo rendono lo zimbello di un circo già in difficoltà e che ha disperatamente bisogno di attrazioni sensazionali per potersi risollevare. Un giorno i figli di Holt (interpretati dai giovanissimi Nico Parker e Finley Hobbins) si avvicinano alla gabbia dell’elefantino per fare amicizia, ed è proprio in quel momento che una piuma (un chiaro rimando alla piuma nera con cui nel cartone originale il topolino Timothy infonde coraggio a Dumbo per farlo librare in aria) finisce sulla proboscide del cucciolo provocandogli uno starnuto talmente forte da farlo decollare e planare al suolo. La scoperta di questo incredibile talento attira l’attenzione di un imprenditore senza scrupoli, V. A. Vandevere (Mi- chael Keaton) e dell’acrobata Colette Marchant (Eva Green), che faranno di tutto per trasformare Dumbo in una star.
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Foto: © Walt Disney Pictures/tim Burton Productions
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