Giovedì 25 ottobre arriva finalmente in sala la Palma d’Oro dell’ultimo Festival di Cannes, Amour di Michael Haneke, un capolavoro che fin dalla sua prima proiezione alla kermesse francese ha riscosso consensi unanimi. Una bella occasione per dedicarsi al grande cinema d’autore.
Qui vi proponiamo la recensione del direttore di Bestmovie.it, Giorgio Viaro.

(…) Lo stile è naturalistico, la camera ferma, ma con piccoli scarti, come sempre Haneke  – il sogno di Georges, i quadri a olio, la visione nel pre-finale. Ma il naturalismo è raggiunto ad arte, è teatro che vola altissimo: i lunghi dialoghi tra marito e moglie che precedono l’ictus e poi l’ultima fase della malattia (“Com’è bella la vita, e lunga”), o quelli tra l’uomo e la figlia, o il monologo straziante prima dell’ultimo atto, non sono affatto improvvisati, e tutto sommato nemmeno realisti. Tutto il contrario. Creano le distanze e i contorni di un idillio perfetto, cristallizzato dal tempo e dalle abitudini, sono la cornice di un desiderio che quasi tutti covano in fondo al cuore: ed è per questo che fa così male vederlo mentre si spegne. (…)

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