Anche dopo 36 anni questo è il film di cui noi italiani possiamo andare più fieri
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Anche dopo 36 anni questo è il film di cui noi italiani possiamo andare più fieri

Un viaggio tra memoria, sogni e malinconia che continua a commuovere il mondo intero

Anche dopo 36 anni questo è il film di cui noi italiani possiamo andare più fieri

Un viaggio tra memoria, sogni e malinconia che continua a commuovere il mondo intero

Una scena di Nuovo Cinema Paradiso

C’è un film che, più di altri, è riuscito a parlare al cuore degli italiani e contemporaneamente a emozionare milioni di spettatori nel mondo. Racconta la nostalgia, l’infanzia, la forza del legame con la terra e l’amore per il cinema in modo semplice ma universale. Parliamo di Nuovo Cinema Paradiso che anche oggi, a distanza di 36 anni dalla sua uscita, continua a rappresentarci più di qualunque altro titolo.

Diretto da un giovane Giuseppe Tornatore, alla sua seconda regia dopo Il camorrista, il film racconta la storia di Totò, un bambino che cresce in un paese siciliano negli anni del dopoguerra e che trova nella sala cinematografica del paese – e nell’amicizia con il proiezionista Alfredo – un rifugio, una scuola di vita, una passione destinata a durare tutta la vita.

Attraverso tre momenti fondamentali – l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta – Nuovo Cinema Paradiso ripercorre la parabola esistenziale di un uomo e di un Paese. È il ritratto di un’Italia che cambia, che dimentica, che corre verso il futuro lasciandosi alle spalle l’umanità, le piazze, le sale affollate di risate, lacrime e sogni.

Fin dalla prima proiezione, il film è stato etichettato come “classico moderno”, “lettera d’amore al cinema”, “capolavoro”. Eppure la sua storia è tutto fuorché lineare. Uscito nelle sale italiane nel settembre del 1988 con un primo montaggio di due ore e mezza, fu un clamoroso insuccesso. Le sale erano vuote, la critica divisa. Il pubblico, semplicemente, lo ignorò. Tranne in Sicilia, dove il film trovò un primo, timido riscontro.

La svolta arrivò quando il produttore Franco Cristaldi decise di tagliare ulteriormente il film, riducendolo a 121 minuti per presentarlo al Festival di Cannes del 1989. Quella versione, sacrificando sottotrame e profondità, ottenne un’immediatezza emotiva irresistibile. Il risultato? Una standing ovation di sette minuti sulla Croisette, il Gran Premio della Giuria, e l’inizio di una nuova vita per Cinema Paradiso.

Dopo Cannes, il film venne rilanciato nelle sale internazionali, conquistando il Globo d’Oro, il BAFTA e soprattutto l’Oscar come miglior film straniero nel 1990. All’estero fu un trionfo: in Spagna venne scelto per la riapertura simbolica di 150 sale post-pandemia; negli Stati Uniti, commosse pubblico e critica; in Francia divenne un cult. Il pubblico che inizialmente lo aveva snobbato, cominciò a riscoprirlo, e a riconoscere in quella storia qualcosa di profondamente italiano, ma anche straordinariamente universale.

Il successo di Nuovo Cinema Paradiso si deve anche al suo cast. Philippe Noiret, inizialmente restio ad accettare il ruolo di Alfredo, accettò solo a condizione di recitare in francese, doppiato poi da Vittorio Di Prima. Il piccolo Salvatore Cascio, scoperto a otto anni, conquistò tutti con la sua spontaneità. Quando Tornatore gli chiese che cosa fosse per lui il cinema, rispose: «Una televisione gigante». Non ne aveva mai visto uno prima. Il volto adulto di Totò fu affidato a Jacques Perrin, mentre le riprese si svolsero in Sicilia, tra Bagheria e Palazzo Adriano, un borgo diventato meta di pellegrinaggio per gli appassionati.

Forse, ciò che però ha reso Cinema Paradiso davvero immortale è la colonna sonora composta da Ennio Morricone, con l’indimenticabile “Tema d’amore” firmato con il figlio Andrea. Una melodia capace di attraversare il tempo e le generazioni, diventata emblema di ciò che il film rappresenta: una dolce elegia della memoria.

Dopo 36 anni questo film continua a commuoverci, ad appartenere a noi, italiani, più di tanti altri, perché ci parla di ciò che siamo stati, del valore del tempo che passa, dell’importanza del ricordo. Mostra un Paese semplice, vivo, contraddittorio e profondamente umano. E, soprattutto, ricorda che il cinema non è solo intrattenimento, ma esperienza collettiva, emozione condivisa, specchio dell’anima. Forse, proprio in questo, Nuovo Cinema Paradiso resta il film di cui possiamo andare più fieri.

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