Questa settimana, Variety ha voluto dedicare una rubrica alle donne. Lo speciale, dal titolo Variety Power of Women issue, ha riportato moltissime interviste ad attrici e donne dello showbiz. Tra queste Ashley Judd, che ha condiviso con la rivista un avvenimento molto importante delle sua vita di cui non aveva mai parlato prima.

Durante le riprese de Il Collezionista alla fine degli anni ’90, la Judd è stata molestata sessualmente da uno dei pezzi grossi degli studios (il film fu prodotto dalla Paramount), che la convocò nella sua stanza d’albergo per un incontro per discutere del suo ruolo e poi la trattenne facendole delle avance molto esplicite: la situazione le sfuggì di mano e l’uomo arrivò a proporle di guardarlo mentre si faceva la doccia.

L’attrice ha raccontato la sua storia e di come col tempo sia riuscita a metabolizzare l’evento e a fortificarsi. Queste le sue dichiarazioni: «Sono stata molestata sessualmente da una delle persone più famose dell’industria cinematografica, capo ammirato. Stavo girando “Il Collezionista” in quel periodo ed ero una femminista dichiarata. Avevo terminato i miei studi in quell’area che ai tempi si chiamava “studi sulle donne”, che adesso vengono definiti gender studies. Eppure non riconobbi cosa stava per succedermi. Solo anni dopo ebbi modo di valutare l’accaduto e realizzare che era stato qualcosa di incredibilmente sbagliato e illegale. Credo sia qualcosa che capita molto spesso ad Hollywood, in particolare alle donne. Stiamo arrivando ora, sia a livello individuale che collettivo, all’accettazione e penso che parlarne sia essenziale per arrivare alla consapevolezza. Accettare la realtà per poter finalmente fare qualcosa».

L’attrice continua parlando di ciò che le è accaduto e di come quell’avvenimento ha cambiato il suo modo di pensare: «Nel mio caso non c’erano casting di mezzo. Fu solo un tentativo di raggirarmi. Penso sia importante sottolineare come allora pensavo di avere il pieno controllo di me stessa. Ma lui era un esperto in queste cose. Mi ha ingannata – Oh, vieni al mio hotel per mangiare qualcosa – e io mi presentai – Lo trovi nella sua stanza – e io ero stanca, avevo lavorato tutto il giorno, avrei voluto solo ordinare dei cereali, ma andai. Fu disgustoso. Mi attirò lì con l’inganno dicendomi “Aiutami a scegliere i vestiti da indossare”. Ci fu questo lungo processo di negoziazione “fai questo, fai quest’altro” E io dicevo “No, no, no”. Ho la sensazione che molti commenteranno questo mio post chiedendomi “Perché non hai lasciato la stanza?” ma in questo modo mi sarei data della vittima e fino a quel momento mi sembrava di avere il coltello dalla parte del manico dicendogli sempre di no. Credo sia una sensazione familiare per tutte quelle donne che hanno vissuto qualcosa del genere. Ero a un brunch con altri attori tempo dopo e ho scoperto che anche a loro accade la stessa cosa, con la stessa persona. Eravamo seduti intorno a questo tavolo e ci siamo resi conto che le nostre esperienze erano le stesse».

Dopo quell’incontro passò un brutto periodo, si vergognava e aveva bisogno di metabolizzare l’accaduto. «Quando mi resi conto di cos’era davvero successo mi dissi che era sbagliato. Che erano molestie sessuali e che era illegale. Fu molto difficile, fui molto dura con me stessa perché non ero stata in grado di capire e dirgli “Brutto figlio di p*****a ora chiamo la polizia!” Questo è quello che avrei dovuto fare, perché sono un persona intelligente. Ma anche questa fase contribuì al lungo viaggio per uscirne».

Qualche anno dopo, durante una serata in occasione dell’uscita di Colpevole d’innocenza nel 1999, Ashley Judd si trovò al tavolo col suo molestatore, voleva accusarlo davanti a tutti, ma lui la batté sul tempo, dicendole rilasciandola dal contratto che li legava, come se avesse capito quello che l’attrice aveva in mente.

Se volete leggere le dichiarazioni complete dell’attrice potete leggerle qui.

Fonte: Variety

Foto: Getty Images

© RIPRODUZIONE RISERVATA