«Attori over 50 in costumi ridicoli, sembra la WWE»: Nicolas Cage stronca il MCU
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«Attori over 50 in costumi ridicoli, sembra la WWE»: Nicolas Cage stronca il MCU

L'attore Premio Oscar non risparmia il Marvel Cinematic Universe e paragona i suoi combattimenti a una «WWE glorificata e ben finanziata

«Attori over 50 in costumi ridicoli, sembra la WWE»: Nicolas Cage stronca il MCU

L'attore Premio Oscar non risparmia il Marvel Cinematic Universe e paragona i suoi combattimenti a una «WWE glorificata e ben finanziata

Una foto di Nicolas Cage

Nicolas Cage ha espresso una critica piuttosto netta nei confronti dell’attuale direzione del Marvel Cinematic Universe, paragonandone alcuni aspetti al mondo del wrestling. L’attore Premio Oscar ne ha parlato durante un recente incontro al Fan Expo Dallas, dove le sue dichiarazioni hanno rapidamente attirato l’attenzione del pubblico e iniziato a circolare sui social.

Prima di entrare nel merito, Cage ha voluto precisare il tono delle sue parole: «Lo dico con affetto». Subito dopo, però, l’attore ha spiegato senza troppi giri di parole cosa pensa della formula adottata da molte produzioni Marvel.

«Quando vedo attori di oltre cinquant’anni, persone intelligenti e straordinariamente talentuose, indossare questi costumi ridicoli e prepararsi al combattimento – perché, diciamocelo, alla fine si arriva sempre al combattimento – faccio fatica a non pensare che il MCU stia diventando una WWE glorificata e ben finanziata», ha dichiarato.

Parole destinate inevitabilmente a far discutere, soprattutto considerando il rapporto dello stesso Nicolas Cage con il mondo dei cinecomic. L’attore non ha mai fatto parte direttamente del Marvel Cinematic Universe, ma nel corso della sua carriera ha interpretato diversi personaggi legati ai fumetti Marvel.

Tra i ruoli più celebri figura naturalmente Ghost Rider, personaggio interpretato da Cage nel film del 2007 e nel successivo Ghost Rider – Spirito di vendetta, arrivato nelle sale nel 2012. Più recentemente l’attore è stato protagonista di Spider-Noir, serie Sony ispirata al personaggio di Spider-Man Noir. Lo show, composto da otto episodi, vede Cage nei panni di Ben Reilly, un investigatore privato segnato dagli eventi del passato e costretto a confrontarsi nuovamente con la propria precedente identità da supereroe.

La serie è ambientata nella New York degli anni Trenta e adotta un’estetica fortemente influenzata dal noir classico, un elemento che aveva particolarmente attirato l’attenzione di Cage fin dalle prime fasi del progetto. Prima del debutto della serie, l’attore aveva infatti spiegato di essere stato conquistato soprattutto dall’impostazione visiva e cinematografica dello show, più che dalle sue radici supereroistiche.

«Volevo provare a catturare l’essenza di alcuni dei miei attori preferiti della vecchia scuola perché volevo incarnare quello stile – Bogart, Cagney, Edward G. Robinson – e ho costruito la mia interpretazione perché funzionasse all’interno del formato in bianco e nero», aveva raccontato. Cage aveva poi spiegato di aver cercato di fondere quell’immaginario con quello creato da Stan Lee: «Ho provato a mescolare tutto questo con il capolavoro di Stan Lee che è Spider-Man, per creare una sorta di sensazione pop art alla Roy Lichtenstein».

L’attore aveva inoltre ammesso di aver vissuto il progetto con una certa apprensione, soprattutto per la particolarità della sua interpretazione e per il passaggio alla serialità televisiva: «È stato spaventoso ed è stato rischioso. Ero costantemente preoccupato che mi avrebbero licenziato, perché stavo facendo questa cosa di canalizzare attori del passato e farla scontrare con il capolavoro di Stan Lee che è Spider-Man», aveva spiegato. E ancora: «Non ho capito fino a quando non ho visto finalmente tutti e otto gli episodi se avrebbe funzionato oppure no».

Le nuove dichiarazioni sul MCU mostrano quindi quanto il rapporto di Nicolas Cage con il genere supereroistico sia articolato: da una parte continua a essere affascinato dai personaggi e dalle possibilità espressive offerte dai fumetti, dall’altra non nasconde le sue perplessità nei confronti di una formula che, secondo lui, rischia di concentrarsi eccessivamente sullo spettacolo e sui combattimenti.

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Foto: Michael Loccisano/Getty Images

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