James Cameron è uno che di rivoluzioni se ne intende. Primo sostenitore del 3D, con Avatar ha segnato un netto punto di svolta nel fare cinema, sfruttando al massimo le potenzialità di una tecnologia che cambia drasticamente l’esperienza di visione cinematografica. Era il 2009 quando il film con Sam Worthington e Zoe Saldana arrivò nelle sale, diventando poi il maggior successo cinematografico di sempre. Allora era accesissimo il dibattito sull’utilità o meno del 3D, che divideva (e in parte ancora divide) addetti ai lavori e pubblico. Ma Avatar spazzò via ogni dubbio, e Cameron potè zittire gli scettici.

Ora che i due sequel sono in lavorazione (il regista sta scrivendo le sceneggiature), all’orizzonte si prospetta una seconda rivoluzione tecnologica: Douglas Trumbull, genio 72enne degli effetti speciali, ha confessato di aver suggerito al produttore della saga, Jon Landau, di proiettare i film – e sarebbero i primi al mondo – in un nuovo sistema 4K 3D in 120 fotogrammi al secondo. «So che Cameron ha amato il mio Showscan (un sistema di proiezione con un alto numero di fotogrammi, inventato proprio da Trumbull), e l’uso dell’HFR sarebbe perfetto per un film come Avatar», ha confessato a The Hollywood Reporter. L’idea è quindi in discussione, e per provare l’efficacia di questa nuova tecnologia, l’intenzione è far vedere a Cameron UFOTOG, un corto girato dallo stesso Trumbull in 120 fps.

Peter Jackson utilizzò il 3D HFR per il suo Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato (lì i fotogrammi al secondo erano 48), che però spaccò critica e pubblico. Cameron, dal canto suo, si espresse a favore in merito, dichiarando che l’HFR sarebbe stato il futuro. Futuro che il regista è pronto a riscrivere. Un’altra volta.

Fonte: THR

© RIPRODUZIONE RISERVATA