A diversi mesi dall’uscita nelle sale, Avatar: Fire and Ash è arrivato in streaming su Disney+, confermando ancora una volta la forza commerciale della saga creata da James Cameron. Il film ha ottenuto recensioni perlopiù positive e ha incassato quasi 1,5 miliardi di dollari, a fronte di un budget stimato intorno ai 400 milioni. Eppure, nonostante numeri ancora imponenti, il risultato al botteghino e l’accoglienza critica sono stati inferiori rispetto a quelli di Avatar: La via dell’acqua, che a sua volta aveva già registrato un rendimento più contenuto rispetto al primo, storico Avatar.
Proprio questa progressiva flessione rende particolarmente interessante il futuro del franchise. Cameron ha infatti confermato che Avatar 4 è già in fase di sviluppo, con uscita al momento prevista per il 2029. La critica più ricorrente rivolta agli ultimi capitoli, soprattutto a Fire and Ash, riguarda la sensazione che la saga non abbia innovato abbastanza la propria formula, riproponendo dinamiche e suggestioni già viste. Per distinguere davvero il prossimo film dai precedenti, Cameron potrebbe allora recuperare una delle idee più affascinanti rimaste ai margini del primo capitolo: la scena tagliata ambientata sulla Terra.
Il film del 2009 si apriva direttamente nello spazio, con Jake Sully in viaggio verso la luna di Pandora. In origine, però, l’inizio doveva essere diverso. Nella versione estesa distribuita nel 2010, Cameron ha aggiunto circa quindici minuti di materiale inedito, gran parte dei quali dedicati alla vita di Jake sulla Terra nell’anno 2154. Si tratta di un passaggio particolarmente importante, perché né il montaggio cinematografico di Avatar né i suoi sequel hanno poi mostrato davvero il pianeta d’origine degli esseri umani.
Quella sequenza offriva uno sguardo cupo e fortemente cyberpunk sul futuro dell’umanità. Le città apparivano sovraffollate, sporche, dominate da pubblicità olografiche e da un inquinamento così pesante da costringere molte persone a indossare mascherine, respiratori o maschere integrali. Da un programma televisivo seguito da Jake emergeva inoltre un dettaglio inquietante: moltissime specie animali si erano estinte dopo il XXI secolo e gli scienziati stavano tentando di riportarle in vita attraverso la clonazione.
Nonostante questo scenario desolante, alcuni aspetti della vita quotidiana restavano ancora riconoscibili. Jake frequentava un bar con tavoli da biliardo, sport in diretta sugli schermi e clienti rumorosi. Dopo una rissa, veniva buttato fuori dal locale e avvicinato dai rappresentanti della Resources Development Administration, che gli comunicavano la morte del fratello e gli proponevano di prendere il suo posto nella missione su Pandora.
Cameron decise di eliminare questa apertura perché rallentava l’arrivo su Pandora e ritardava l’incontro con Neytiri, vero cuore emotivo del film. Dal punto di vista del ritmo, la scelta funzionava: Avatar doveva immergere rapidamente lo spettatore nel mondo dei Na’vi e nella meraviglia visiva del pianeta alieno. Tuttavia, quella scena tagliata aggiungeva una dimensione importante all’universo narrativo della saga.
Mostrare la Terra devastata avrebbe reso Pandora ancora più maestosa per contrasto. Nella versione cinematografica, lo spettatore deve limitarsi a credere alle parole di Jake quando racconta che sul suo pianeta non esiste quasi più nulla di verde. La scena estesa, invece, permetteva di vedere direttamente il mondo da cui l’umanità sta cercando di fuggire, rendendo più evidente il divario tra la bellezza naturale di Pandora e il collasso ambientale terrestre.
Questa prospettiva avrebbe reso anche i personaggi umani più complessi. La RDA resta chiaramente guidata dall’avidità e i suoi soldati commettono atrocità su Pandora, ma una Terra ormai in crisi profonda aiuta a comprendere perché l’umanità cerchi risorse e soluzioni altrove. Il problema non giustifica la colonizzazione né la violenza contro i Na’vi, ma aggiunge una sfumatura politica e sociale che la saga potrebbe esplorare con maggiore profondità.
Un ritorno sulla Terra in Avatar 4 aprirebbe quindi possibilità narrative molto interessanti. Cameron potrebbe mostrare gli effetti della guerra di Pandora sul pianeta natale degli esseri umani, raccontare come la popolazione percepisce i Na’vi e approfondire il ruolo politico della RDA. Le sostanze scoperte su Pandora, dall’unobtanium all’amrita, potrebbero aver migliorato alcune condizioni di vita, ma è altrettanto possibile che abbiano accentuato disuguaglianze, sfruttamento e conflitti.
Il quarto capitolo potrebbe persino ribaltare la premessa del film originale, immaginando un Na’vi costretto a viaggiare sulla Terra e a confrontarsi con un mondo morente. Sarebbe un modo efficace per cambiare prospettiva, ampliare l’universo della saga e dare al pubblico qualcosa di davvero diverso rispetto ai precedenti capitoli, finora concentrati quasi esclusivamente su Pandora e sulle sue popolazioni.
Con la saga ormai diretta verso il quinto e ultimo film, il destino della Terra diventa sempre più importante. Cameron potrebbe concludere il racconto con una nota di speranza, suggerendo una possibile rinascita del pianeta, oppure con un finale più cupo, trasformando la Terra nel simbolo definitivo delle conseguenze dell’avidità e della distruzione ambientale. In entrambi i casi, recuperare quella scena eliminata e riportare al centro il mondo umano permetterebbe ad Avatar 4 di distinguersi davvero, tornando a una delle intuizioni più potenti ma meno esplorate del film originale.
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