A dodici anni dal piu’ grande successo di tutti i tempi, Titanic, James Cameron fa il suo ritorno sul grande schermo con una nuova sfida per il cinema moderno: il kolossal fantascientifico Avatar. Con questo film il regista intende dare vita a una nuova era cinematografica che possa coinvolgere lo spettatore in un modo mai vista prima. Basti pensare che questo progetto, costato oltre 200 milioni di dollari, ha impiegato una troupe di quasi mille persone. In un’intervista rilasciata in occasione dell’E3, la fiera dei videogiochi più importante del mondo, James Cameron ha raccontato con precisione le parti salienti della trama, svelando le curiosità e le difficoltà affrontate per realizzare quello che sembra essere il film più innovativo degli ultimi anni. «Quando 14 anni fa ho iniziato a lavorare su Avatar», spiega il regista, «mi hanno detto che non si poteva realizzare perché non esisteva ancora la tecnologia grafica necessaria. Così ho aspettato dieci anni e quando ho visto Il signore degli anelli e la creazione di Gollum ho pensato che forse era arrivato il momento. È così che quattro anni fa ho resuscitato il progetto e ho iniziato a lavorarci su, dando vita a pianeti, ambienti e creature immaginarie. Questo processo è durato circa un anno e mezzo e allo stesso tempo stavamo sviluppando nuove tecnologie per realizzare il film.

Avatar è ambientato nel 22esimo secolo e gran parte della storia si svolge su una luna chiamata Pandora. Quest’ultima ricorda molto la nostra Terra ed è caratterizzata da alberi altissimi e da una miriade di splendide creature. A Pandora vive anche una razza umanoide chiamata Na’Vi, ma a uno stadio evolutivo che potremmo definire primitivo (anche se si riveleranno molto più saggi di noi terrestri), caratterizzata dal colore blu della pelle e da strisce che ricoprono tutto il corpo, ricordando la pelle delle tigri. A causa del clima tossico e dell’atmosfera dannosa per il corpo umano, sono stati creati dei corpi ibridi, chiamati Avatar, che possono essere controllati a distanza dalla mente umana in ogni loro parte. Il protagonista della storia è l’ex-marine Jake Sully (Sam Worthington), rimasto paralizzato in combattimento, che vive in mezzo ai Na’Vi utilizzando proprio uno di questi ibridi e innamorandosi di una splendida nativa. Ma la pace non dura per sempre e Jake rimane coinvolto in una guerra spietata tra gli umani e il clan dei Na’Vi, dove il nostro protagonista dovrà scegliere da che parte stare».

Cameron ha raccontato anche alcuni particolari riguardanti il videogioco basato sul film (guarda immagini), spiegando che è stato sviluppato in parallelo percorrendo una story-line completamente diversa. Ma la vera attesa è tutta per le tecnologie e gli effetti speciali adottati dal regista. Il film è stato infatti girato interamente in 3D, unendo il live-action all’animazione grafica, usando telecamere sviluppate nell’arco di nove anni e servendosi della cosiddetta tecnica “e-motion capturing” (quella che cattura le emozioni e le immagini di attori veri). «Il nostro obiettivo», spiega Cameron, «è quello di abbinare queste nuove tecnologie ed effetti grafici con un storia splendida, per dare vita a una esperienza cinematografica assolutamente inedita. Sarà come essere i protagonisti di un viaggio spaziale». Avatar, nelle sale italiane dal 18 dicembre, presenta inoltre un cast di assoluto rispetto: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Michelle Rodriguez, Giovanni Ribisi, Joel David Moore, CCH Pounder, Peter Mensah, Laz Alonso, Wes Studi, Stephen Lang e Matt Gerald. Sotto, la video-intervista del regista James Cameron:

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