Avatar, una star di Yellowstone fa causa a James Cameron: «Hanno rubato il mio aspetto»
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Avatar, una star di Yellowstone fa causa a James Cameron: «Hanno rubato il mio aspetto»

L’attrice sostiene che il regista abbia utilizzato i suoi lineamenti per creare Neytiri senza autorizzazione. La causa coinvolge anche Disney e diverse società di effetti visivi

Avatar, una star di Yellowstone fa causa a James Cameron: «Hanno rubato il mio aspetto»

L’attrice sostiene che il regista abbia utilizzato i suoi lineamenti per creare Neytiri senza autorizzazione. La causa coinvolge anche Disney e diverse società di effetti visivi

L’universo di Avatar è finito al centro di una clamorosa controversia legale. Q’orianka Kilcher, attrice nota al pubblico anche per il suo ruolo nella serie Yellowstone, ha infatti citato in giudizio James Cameron e Disney accusandoli di aver utilizzato il suo volto come base per la creazione di Neytiri senza il suo consenso.

Secondo i documenti depositati presso il tribunale federale della California, tutto avrebbe avuto origine nel 2005, quando Kilcher aveva appena 14 anni ed era apparsa nel film The New World nei panni di Pocahontas. La denuncia sostiene che Cameron avrebbe preso una fotografia dell’attrice e chiesto al suo team creativo di utilizzare i suoi lineamenti per sviluppare l’aspetto del celebre personaggio Na’vi poi interpretato sullo schermo da Zoe Saldaña.

Nella causa, l’attrice afferma che il suo volto sarebbe stato «estratto, replicato e commercialmente sfruttato» all’interno della pipeline produttiva del franchise, trasformandosi in schizzi preparatori, modelli tridimensionali e asset digitali utilizzati nei film, nei poster e nel merchandising collegato alla saga miliardaria. I suoi legali parlano apertamente di utilizzo non autorizzato dell’identità biometrica dell’attrice, sottolineando come tutto sarebbe avvenuto senza alcun consenso o compenso.

«Questa causa mostra come uno dei registi più potenti di Hollywood abbia sfruttato l’identità biometrica e il patrimonio culturale di una giovane ragazza indigena per creare un franchise da miliardi di dollari», si legge nei documenti legali presentati dal team di Kilcher.

L’attrice sostiene inoltre di aver scoperto solo recentemente quanto il suo volto fosse stato realmente utilizzato per Neytiri. A riaccendere la vicenda sarebbe stata infatti un’intervista diffusa online negli ultimi mesi, nella quale Cameron parlava apertamente delle origini visive del personaggio. Indicando un bozzetto di Neytiri, il regista avrebbe dichiarato: «La fonte reale era una foto sul Los Angeles Times di una giovane attrice chiamata Q’orianka Kilcher. Questa è proprio lei… la parte inferiore del suo volto. Aveva un viso molto interessante».

Un dettaglio che oggi assume un peso completamente diverso alla luce della causa. Kilcher ha infatti raccontato di aver incontrato Cameron per la prima volta nel 2010, poco dopo l’uscita del primo Avatar, durante un evento benefico dedicato all’ambiente. In quell’occasione il regista le avrebbe detto di avere “un regalo” per lei, invitandola successivamente nei suoi uffici. Quando l’attrice si presentò insieme alla madre, Cameron non era presente, ma il suo staff le consegnò un disegno autografato di Neytiri accompagnato da una dedica scritta a mano. «La tua bellezza è stata la mia prima ispirazione per Neytiri. Peccato che stessi girando un altro film. La prossima volta», recitava il messaggio firmato dal regista.

Kilcher sostiene di aver interpretato quella dedica come un semplice gesto simbolico, legato al suo impegno ambientalista e alla possibilità di un futuro casting. «Quando ho ricevuto lo sketch di Cameron, pensavo fosse un gesto personale, al massimo una vaga ispirazione legata al casting e al mio attivismo», ha spiegato l’attrice. «Milioni di persone hanno amato Avatar per il suo messaggio, e anch’io ero una di loro. Non avrei mai immaginato che qualcuno di cui mi fidavo avrebbe usato sistematicamente il mio volto all’interno di un complesso processo di design senza che io lo sapessi o dessi il mio consenso. Questo supera il limite. È profondamente sbagliato».

Il team legale dell’attrice è stato ancora più duro nelle accuse rivolte al regista. «Quello che ha fatto Cameron non è ispirazione, è estrazione», ha dichiarato l’avvocato Arnold P. Peter. «Ha preso i tratti biometrici unici di una ragazza indigena di 14 anni, li ha inseriti in un processo produttivo industriale e ha generato miliardi di dollari di profitti senza mai chiederle il permesso. Questo non è cinema. È furto».

La causa coinvolge anche diverse società di effetti visivi e la casa di produzione Lightstorm Entertainment. Kilcher chiede danni compensativi e punitivi, oltre a una quota dei profitti generati dal franchise e a una dichiarazione pubblica correttiva. Al momento, né Cameron né Disney hanno commentato ufficialmente la vicenda.

Fonte: Variety

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