Negli ultimi anni Sydney Sweeney è diventata uno dei volti più riconoscibili e discussi di Hollywood. Con Euphoria, The White Lotus e i successivi progetti ha conquistato pubblico e critica, imponendosi come una delle attrici più promettenti della sua generazione. Allo stesso tempo, però, la sua immagine, spesso esaltata per sensualità e carisma, le ha cucito addosso un’etichetta da “sex symbol” che l’attrice fatica a riconoscersi. Una definizione che, racconta, porta con sé un peso, frutto anche di esperienze difficili vissute agli inizi della carriera.
«Ho dei muscoli molto forti nelle sopracciglia», ha raccontato Sweeney a Variety, imitando il gesto che le era costato una critica impietosa. «E una volta qualcuno mi disse di sistemarmi la faccia o non ce l’avrei fatta. Mi consigliarono di fare il Botox. Avevo 16 anni!» Una frase che racchiude un’intera cultura fatta di giudizi e pressioni estetiche, capace di segnare chi, come lei, cercava solo di farsi notare per il proprio talento. La giovane attrice ricorda anche altri momenti poco edificanti di quei primi anni a Hollywood: «Ero in un’audizione, stavo leggendo la scena, e il direttore del casting mangiava un sacchetto di patatine. Non mi stava nemmeno guardando». Ma, sottolinea, «i più intelligenti sì che mi notavano».
Oggi, con due nomination agli Emmy e una carriera da produttrice già avviata, Sweeney ha imparato a gestire l’attenzione che la circonda, anche quando è eccessiva o superficiale. E rifiuta con fermezza le interpretazioni che riducono la sua immagine a quella di un’icona sensuale: «Interpreto molti personaggi divisivi, e penso che la gente creda di conoscermi, ma non è così. Quando qualcuno dice: “È un sex symbol”, o “Sta giocando con quell’immagine”, io rispondo: no, mi sento solo bene con me stessa. Lo faccio per me, perché mi sento forte».
Con la stessa lucidità aggiunge: «Spero di poter ispirare altre donne a sentirsi sicure, a mostrare ciò che hanno e a sentirsi bene, perché non dovresti dover chiedere scusa, nasconderti o coprirti in nessuna stanza».
Dietro la compostezza pubblica, Sweeney ammette che «essere attrice significa dover lottare per essere valutata. Devo ricordarmi: “Ehi, Syd, sei potente. Stai più dritta”». Una determinazione che l’ha portata a superare le etichette, scegliendo ruoli complessi e spesso scomodi, e imponendosi come una professionista rispettata e autonoma. Non stupisce, quindi, che le voci su un possibile coinvolgimento nel prossimo James Bond la inseguano con insistenza. Interrogata su questo, Sweeney ha mantenuto il riserbo, concedendo solo un accenno ironico: «Sono una grande fan della saga e sono curiosa di vedere cosa faranno.» Poi, con un sorriso, ha aggiunto: «Dipende dalla sceneggiatura. Ma penso che mi divertirei di più come James Bond».
Dietro la forza e la sicurezza che oggi mostra al mondo, resta però quella ragazza di 16 anni a cui qualcuno disse di cambiare il volto per poter “farcela”. Una frase che oggi suona quasi paradossale, detta a una delle attrici più richieste di Hollywood e a una donna che ha imparato a non piegarsi mai alle aspettative altrui.
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Foto: Taylor Hill/FilmMagic (Getty Images)
Fonte: Variety
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