Al Bar Sport non si mangia quasi mai. Del resto il Bar Sport non è un bar come gli altri. È provincia. È foglio bianco su cui ogni giorno si scrivono i racconti surreali dei suoi avventori. È luogo di culto, quello della Luisona, la veterana delle paste esposte da anni. È flipper, carte, calcio balilla e telefono a gettoni (siamo negli anni Settanta). È crocevia di un’umanità curiosa e stralunata, dove si danno appuntamento, tra gli altri, il tecnico da bar – più comunemente chiamato “tennico” o “professore” – Claudio Bisio, il playboy Teo Teocoli, il factotum Antonio Cornacchione, il bimbo del gelato e le due zitelle del paese (Lunetta Savino e Angela Finocchiaro), pronte a tagliar la giacca a tutti. Bar Sport è soprattutto il primo racconto di Stefano Benni, cult della narrativa umoristica italiana, considerato un sorta di “Bibbia” della comicità. È anche «il film più tecnologico che io abbia fatto – ci ha raccontato Claudio Bisio – tanto che con tutti quei green screen sembrava di fare Avatar». Un film girato in digitale, con un ampio uso di effetti speciali (vedi il coccodrillo di una nota marca d’abbigliamento che improvvisamente si anima e “scappa” dalla maglietta o l’esercito di zanzare che invade il pullman durante La trasferta), dove le scene in live action spesso e volentieri subiscono l’incursione di cartoon che ricordano da vicino la grafica di Appuntamento a Belleville.

Regia: Massimo Martelli
Interpreti: Claudio Bisio, Giuseppe Battiston, Antonio Catania, Angela Finocchiaro, Lunetta Savino, Teo Teocoli
Trama: La vita di un bar di provincia, dei suoi avventori e delle sue paste ornamentali…
Genere: commedia
Durata: 93′

Da vedere perché: per ritrovare sullo schermo l’umorismo e il tocco surreale di Stefano Benni, grazie alla comicità dei suoi interpreti. In un film diverso dagli altri. Proprio come il Bar Sport.

Dal 21 ottobre 2011

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La scheda è pubblicata su Best Movie di ottobre a pag.108

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