Una carriera tutta in salita per Sacha Baron Cohen (foto a sinistra) che, grazie al successo riscosso dal suo giornalista immaginario del Kazakistan Borat, è stato ingaggiato prima da Tim Burton per il suo musical Sweeney Todd (sugli schermi dal prossimo 22 febbraio) e ora da un altro dei più grandi registi di Hollywood. Baron Cohen sarà infatti diretto da Steven Spielberg in The Trial of the Chicago 7, dove vestirà i panni dell’eccentrico attivista radicale Abbie Hoffman (foto a destra), al quale assomiglia in maniera impressionante e che negli anni ’70 divenne una vera e propria icona della controcultura americana. La pellicola (scritta da Aaron Sorkin, autore anche de La guerra di Charlie Wilson , che sta riscuotendo grande successo di critica e di pubblico proprio in questi giorni in America) racconterà la vera storia di un gruppo di manifestanti che fece irruzione nel bel mezzo della convention del Partito Democratico nel 1968 mettendo in piedi una sorta un “carnevale” anti-Vietnam, che degenerò in un vero e proprio scontro con la polizia e in un incendio che invase il centro di Chicago. Tra i manifestanti, che furono tutti incriminati, c’era anche Hoffman che aveva disturbato il New York Stock Exchange tirando pile di soldi falsi. Soltanto uno di loro finì in prigione, mentre Hoffman (cui in seguito fu diagnosticata la malattia mentale nota come sindrome bipolare), assieme a Bobby Seale e Jerry Rubin, finì sotto processo per cospirazione e istigazione alla rivolta. Fu scagionato e divenne una vera celebrità fino al suicidio nel 1989. Dopo questa parentesi impegnata, che – stando a quanto riportato dal Times – gli varrà un cachet di ben 5 milioni di dollari, Baron Cohen tornerà presto al cinema con la divertente commedia Bruno, storia di un corrispondente gay di moda.

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