Befana a chi?
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Befana a chi?

Paola Cortellesi arriva al cinema a cavallo di una scopa nei panni della vecchina più famosa delle Feste, alle prese con un villain in cerca di vendetta per un regalo mai dato

Befana a chi?

Paola Cortellesi arriva al cinema a cavallo di una scopa nei panni della vecchina più famosa delle Feste, alle prese con un villain in cerca di vendetta per un regalo mai dato

L’associazione tra il volto radioso di Paola Cortellesi e l’iconografia classica della “Befana che vien di notte con le scarpe tutte rotte e le toppe alla sottana…” è tutt’altro che spontanea. E infatti, per incarnare la celebre vecchina che porta i regali ai bambini buoni e il carbone ai cattivi, protagonista di La befana vien di notte in uscita al cinema il 27 dicembre, lei stessa ci ha raccontato di essersi dovuta sottoporre ogni giorno per cinque ore filate alle sapienti mani dei make-up artist del set.

La comica romana, però, non sarà “brutta” per tutta la durata del film. La storia racconta di una giovane e bella donna che di giorno fa la maestra elementare e a mezzanotte si trasforma nella megera dell’Epifania. La sua routine, che si divide tra i banchi di scuola di giorno e la preparazione dei regali di notte, viene però interrotta dai piani criminali di un grande produttore di giocattoli, Mr. John, in cerca di vendetta. Il villain, cui presta il volto Stefano Fresi, rapirà la Befana, costringendo i suoi allievi di quinta elementare a intervenire per salvare quella che è al contempo la loro insegnante e la strega del 6 gennaio.

A cucire il ruolo sulla Cortellesi, anzi a reclamarla come interprete, è stato lo sceneggiatore Nicola Guaglianone, autore di recenti successi di pubblico/critica come Lo chiamavano

Jeeg Robot, Indivisibili, Sono tornato, Benedetta follia. Alla protagonista abbiamo chiesto innanzitutto come ha costruito, con l’autore, la sua originale Befana. Ecco cosa ci ha raccontato.

«Abbiamo pensato che dovesse essere da un lato canonica, ma che dall’altro – pur volendo molto bene ai bambini ed essendo ligia al suo particolare dovere –, dopo aver svolto il lavoro per 500 anni, fosse anche piuttosto stufa. È un po’ il problema degli immortali…».

Come funziona l’incantesimo a cui è stata sottoposta?
«Anche nella versione giovane, lei è ferma all’età in cui è stato deciso che sarebbe diventata una strega immortale. Anni prima le è stato passato il testimone e lei, quindi, di giorno è “normale”, mentre la notte si trasforma e impiega tutto il suo tempo per prepararsi al fatidico 6 gennaio».

Ricorda un po’ la vicenda di Ladyhwake
«Ladyhawke, ma anche Fiona di Shrek, e tutti quegli altri personaggi dalla doppia vita tipici del filone fantastico… L’alternanza tra le due le crea qualche problema, come l’impossibilità di innamorarsi. Innanzitutto, perché far accettare a un ipotetico compagno la trasformazione notturna non è semplicissimo; inoltre, per un’immortale come lei scegliere di unirsi a un mortale con la prospettiva che questo invecchi e poi muoia non è una decisione facile. In questo film ha però un compagno, che poi si capirà se verrà a sapere o meno le cose e se deciderà di restare al suo fianco».

L’intervista completa è pubblicata su Best Movie Extra, in edicola dal 30 novembre

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