Arrivata su Apple TV+ nel 2024, La donna del lago è stata una delle serie TV crime più ambiziose degli ultimi tempi, ma anche uno dei titoli che hanno ricevuto più recensioni miste, sia da parte della critica che da parte del pubblico.
Lo show, basato sull’omonimo romanzo di Laura Lippman (a sua volta ispirato a una storia vera), vede la grande star Natalie Portman al suo primo ruolo per il piccolo schermo, quello di Maddie Schwartz, una donna che vive nella benestante comunità ebraica di Pikesville. La sua vita subisce una svolta con la scomparsa della piccola Tessie Durst e l’omicidio di Cleo Johnson (Moses Ingram), una madre single afroamericana che fatica ad arrivare alla fine del mese. Riscoprendo la sua passione per il giornalismo investigativo, Maddie decide di abbandonare la sua vita insoddisfacente e recarsi a Baltimora, dove inizia a indagare sui due casi.
Al centro della storia c’è quindi la vita di due donne che hanno incontrato difficoltà simili e complementari. Da una parte Maddie, che vede i due casi di cronaca nera come la sua occasione di sfuggire alla vita monotona e insoddisfacente di una casalinga, lasciare indietro marito e figli e perseguire finalmente il sogno di diventare giornalista. Dall’altra Cleo, di cui ci viene svelato il passato tramite flashback: vittima di misoginia e razzismo, marginalizzata e lasciata sola dalla società. Entrambe le donne, poi, hanno un rapporto complicato con la maternità: Maddie vorrebbe realizzarsi come donna per offrire un modello positivo al figlio, ma per raggiungere questo scopo è obbligata ad allontanarsi da lui; Cleo, invece, lavora senza sosta per assicurare il sostentamento ai figli, ma i suoi sforzi sembrano non bastare mai.
La serie ha tutte le caratteristiche di un buon crime: un omicidio, un mistero da risolvere, un’investigazione che è anche un pretesto per la protagonista principale di rivalutare la propria vita e il proprio posto nel mondo. Ma insieme all’altissimo valore produttivo e qualitativo dell’immagine e della fotografia, La donna del lago possiede anche alcune caratteristiche che hanno confuso o addirittura irritato gli spettatori, come numerose digressioni, narrazione non sequenziale, momenti onirici e simbolismo per amplificare il percorso interiore dei personaggi.
Il risultato è un’opera che ha spaccato a metà il pubblico: leggendo online, c’è chi la considera un capolavoro da 10, intrigante, originale e con performance magnetiche, e chi invece l’ha stroncata totalmente, citando tra i difetti soprattutto la caratterizzazione “irritante” di Maddie, i continui salti temporali della narrazione e l’eccessiva lentezza della trama. Per giudicare da soli, non vi resta che fare rotta su Apple TV+.
Fonte: Collider
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