A24 è pronta a riportare l’horror in territori ancora inesplorati con Backrooms, un progetto che nasce da uno dei fenomeni più inquietanti e virali degli ultimi anni. Il film, tratto dall’universo horror nato su YouTube, promette di trasformare una leggenda di internet in un’esperienza cinematografica capace di lasciare il segno.
Dietro la regia c’è Kane Parsons, giovanissimo autore che ha dato vita alla serie originale quando aveva appena 19 anni, diventando il più giovane regista a collaborare con A24. Il suo lavoro, costruito attorno a un’estetica found footage e a un’idea tanto semplice quanto disturbante, ha conquistato milioni di spettatori online, dando forma a un vero e proprio mito contemporaneo.
La storia ruota attorno a una dimensione parallela fatta di stanze infinite, corridoi vuoti e spazi apparentemente familiari ma profondamente alienanti. Un labirinto senza uscita, in cui chi entra rischia di perdersi per sempre. È proprio questa sensazione di smarrimento costante a rendere le Backrooms così spaventose: non c’è un nemico preciso, ma un ambiente che sembra vivo, capace di disorientare e inghiottire chiunque lo attraversi.
Il trailer di The Backrooms
Nel film, questo universo prende forma attraverso la storia di una terapeuta alla ricerca di un paziente misteriosamente scomparso, svanito proprio all’interno di questa realtà alternativa. Un punto di partenza che apre le porte a un racconto sospeso tra horror e fantascienza, dove la tensione nasce più dall’atmosfera che dagli eventi espliciti.
A dare volto ai protagonisti ci sono nomi di primo piano come Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve, affiancati da un cast che include anche Mark Duplass, Finn Bennett, Lukita Maxwell e Avan Jogia. Una scelta che conferma l’ambizione del progetto, pensato non solo per gli appassionati del genere ma anche per un pubblico più ampio.
Ciò che rende Backrooms particolarmente interessante è però il suo passaggio dal web al cinema. Nato come creepypasta – una delle tante leggende urbane digitali diffuse online – questo universo è riuscito a evolversi fino a diventare un vero e proprio fenomeno culturale, dimostrando ancora una volta come l’horror contemporaneo trovi sempre più spesso le sue radici nei contenuti generati dagli utenti.
Con il suo mix di tensione psicologica, ambientazioni surreali e un senso costante di minaccia invisibile, il film ha tutte le carte in regola per diventare uno dei titoli più discussi dell’anno. Anche perché, a differenza di molti horror tradizionali, qui la paura non arriva da ciò che si vede, ma da ciò che potrebbe nascondersi dietro ogni angolo.
E se c’è una cosa che le Backrooms insegnano, è che a volte l’incubo più grande non è essere inseguiti… ma non riuscire più a trovare la via d’uscita.
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