A distanza di pochissimi giorni dalla morte di Stan Lee – che ci ha lasciati all’età di 95 anni – il controverso presentatore televisivo Bill Maher ha pubblicato un post sul suo blog destinato a far parecchio discutere i fan della Marvel e più in generale di fumetti e cinecomic.
Mancando di rispetto non solo all’uomo che fu Stan Lee, ma anche all’enorme eredità artistica che l’autore ci ha lasciato, Maher mette in dubbio la legittimità dei fumetti come mezzo di comunicazione ed apprendimento fruibile anche in età adulta, invitando gli americani ad “utilizzare la propria intelligenza per qualcosa di meno stupido” e attaccando i fan che avrebbero reagito in maniera esagerata alla morte di Stan Lee.
«Il tizio che ha creato Spider-Man e Hulk è morto e l’America è in lutto. Una mattinata così dura per la morte di un uomo che ha ispirato milioni di persone a, non lo so, guardare un film immagino. Qualcuno su Reddit ha scritto: ‘Sono così incredibilmente grato di aver vissuto in un mondo che includeva Stan Lee.’ Personalmente, sono grato di aver vissuto in un mondo che includeva ossigeno e alberi, ma a ciascuno il suo. Ora, io non ho nulla contro i fumetti. Li leggo adesso e li leggevo quando ero un ragazzino, ma l’idea che tutti avevano allora – sia gli adulti che i più piccoli – era che i fumetti fossero una cosa per bambini, e quando crescevi passavi ai libri senza immagini. Ma poi vent’anni fa è successo qualcosa. Gli adulti hanno deciso che non dovevano rinunciare alle cose per bambini, e così hanno finto che i fumetti fossero in realtà una letteratura sofisticata. E dato che l’America ha oltre 4.500 college – il che significa che abbiamo bisogno di più professori nonostante manchino persone intelligenti – alcuni individui stupidi sono dovuti diventare professori scrivendo tesi su Silver Surfer.»
Delle parole decisamente dure che arrivano nel momento forse meno adatto di sempre, considerando che i fan e l’intero mondo dei fumetti sono ancora in lutto per la morte di uno dei massimi esponenti di questa forma d’arte che invece – dimentica Maher – riesce ancora ad insegnare ai lettori di tutte le età e di tutte le etnie importanti messaggi e lezioni riguardo temi come l’inclusione e l’uguaglianza.
«Quell’uomo vicino a te, è tuo fratello», disse Lee. «Quella donna laggiù, è tua sorella. E quel ragazzino che cammina per la via, hey, chi lo sa, magari potrebbe avere la stessa forza di un ragno. Facciamo tutti parte di un’unica grande famiglia, la famiglia umana. E tu fai parte di questa famiglia. Tutti facciamo parte della famiglia Marvel.»
Fonte: CB
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