IT arriva anche al cinema, in una versione diretta dall’argentino Andrés Muschietti, già regista di La madre, e prodotta da Guillermo del Toro che affronterà la storia della Banda dei Perdenti da un’altra prospettiva. Se il romanzo infatti spazia tra passato e presente, con capitoli dedicati ai protagonisti nella loro infanzia alternati ad altri ambientati nel tempo presente, questo nuovo IT è stato diviso nettamente in due parti: la prima, che uscirà nei cinema italiani il 19 ottobre, è ambientata negli anni ’80 (cioè quelli che nel romanzo erano “il presente”) e la seconda, ancora in lavorazione, ventisette anni dopo, nel “nostro” presente, con quegli stessi bambini diventati adulti. Per il ruolo del pagliaccio la scelta è ricaduta su Bill Skarsgård, fratello di Alexander già visto in Tv alle prese con l’horror nella sfortunata Hemlock Grove. È proprio l’erede di Tim Curry che incontriamo faccia a faccia in quel di Los Angeles, per farci raccontare com’è stato diventare Pennywise.

Cosa ti è passato per la testa la prima volta che ti sei visto in costume?
«Che non sarebbe stato facile. Quello di Pennywise è un ruolo molto tecnico da interpretare, ho dovuto lavorare molto sulle mie espressioni perché la faccia è la sua caratteristica più importante, e ogni minimo movimento contribuisce a creare il personaggio. Inizialmente ho provato varie combinazioni di espressioni senza trucco, giusto per capire con quali muscoli avrei dovuto lavorare. Poi, la prima volta che mi hanno truccato, ho combinato altri movimenti, basati anche sulle linee disegnate da Andy Muschietti, che secondo me è il vero responsabile del nuovo look. È grazie a lui e alla sua sofisticatezza estetica che la linea del sorriso arriva in alto, quasi fino agli occhi». 

Quanto ci mettevi a diventare Pennywise sul set?
«Le prime due o tre volte ci sono volute cinque ore per applicare il make-up, e durante le pause mi mettevo davanti allo specchio provando angolazioni e inquadrature diverse, provavo a fare espressioni e facce il più assurde possibile, proprio per capire come avrei potuto passare da un’espressione all’altra».

Molti attori si sottopongono a uno stretto regime di allenamento per interpretare una parte, tu invece hai fatto palestra per il volto…
«Sì, diciamo che ho fatto qualche settimana di yoga flow facciale!». 

Oltre al look, come ti sei preparato?
«Per prima cosa ho dovuto passare superare parecchie audizioni: mi hanno scelto tra centinaia di attori, alcuni molto famosi, e ho dovuto cercare di convincere tutti che sarei stato il migliore per il ruolo. Una volta che mi hanno scelto è iniziato il vero e proprio lavoro. Ho letto e riletto il romanzo di King, volevo che fosse il materiale originale a farmi capire il personaggio. Ho segnato ogni pagina dove veniva menzionato Pennywise e IT, e ho cercato di analizzare il più profondamente possibile l’essenza della storia».

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