«Nascondere le diversità. Ho visto Giù al Nord da spettatore e ho pensato: perché non ci abbiamo pensato noi italiani a farlo?». Una domanda che ha avuto una risposta quasi immediata: lo ha raccontato oggi a Roma Claudio Bisio durante la proiezione ufficiale di Benvenuti al Sud. Non resterà deluso chi ha riso con Giù al Nord. Anzi. Benvenuti al Sud, brillante remake del francese Giù al Nord ambientato nel Cilento, a Castellabate, riesce, senza cadere in monotoni clichè, a dare al film un’anima italiana, regalando gag con molta naturalezza e semplicità. La storia è la stessa: Alberto (Claudio Bisio) dirige un ufficio postale in Brianza e per ottenere il trasferimento a Milano si finge invalido. Scoperta la menzogna  viene punito e mandato per due anni a Castellabate, nel “lontano” Sud. I pregiudizi fioriscono subito, ma sono destinati a durare poco grazie al team che si ritrova:  Mattia (Alessandro Siani), Maria (Valentina Lodovini), Costabile piccolo (Nando Paone) e Costabile grande (Giacomo Rizzo). «Non è un film a tema», spiega Claudio Bisio, «il messaggio è valorizzare le diversità, senza nascondere niente. È la storia di due ignoranti, interpretati da me e da Angela Finocchiaro (nel ruolo della moglie, n.d.r.) che ignorano la ricchezza delle culture e dei luoghi diversi dalla Brianza. Però abbiamo cercato di raccontare il Meridione, senza dare spazio ai telegiornali con servizi su Umberto Bossi e la spazzatura di Napoli». «Mi dovevo chiamare», aggiunge Siani, «Ciro nel film e poi lo abbiamo cambiato in Mattia. A differenza delle immagini trasmesse nei tg non ci sono luoghi comuni in questo film. Ogni volta che vedo Napoli al telegiornale sono sempre inquadrati i panni stesi e cinque persone che girano su un motorino:  la gente, che vede il telegiornale, si continua a chiedere: è possibile che non si asciugano mai questi panni? Si danno appuntamento sempre con la telecamera questi cinque?».  Infatti il film, che gioca sulle differenze linguistiche e culturali tra Nord e Sud, riesce nell’intento di dare spazio a un forte senso di comunità. Senso voluto e “richiesto” dal regista e attore francese Dany Boon, che si è così divertito sul set italiano da volere un piccolo cameo. «Grazie alla sceneggiatura di Massimo Gaudioso (che ha scritto anche Gomorra, n.d.r)», spiega il regista Luca Miniero, «abbiamo scelto di ambientare il film in un paese ridente come Castellabate che mostra un Sud diverso, un Sud della speranza dove si fa anche la raccolta differenziata. Per questo il film ha un’anima propria e mentre lo scrivevamo pensavamo che prima di Giù al Nord noi italiani avevamo già prodotto Totò, Peppino e la malafemmina».  Per ora Benvenuti al Sud uscirà in Italia il 1 ottobre in oltre 500 sale e presto anche in Francia e in Germania. Ma le sorprese non sono ancora finite: «Aspettiamo i risultati del film al box office», ha aggiunto Giampaolo Letta, vicepresidente e ad di Medusa, «e poi decideremo se produrre Benvenuti al Nord».

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