L’uscita di scena di Natasha Romanoff prima in Avengers: Endgame e poi in Black Widow ha reso onore all’eroina Marvel interpretata da Scarlett Johansson: dal «pezzo di carne» visto in Iron Man 2 è diventata la salvatrice dell’universo, riuscendo inoltre a far pace con il suo passato da spia della Red Room. Tuttavia, un dettaglio della sua relazione con Hulk sposterebbe un po’ gli equilibri morali del personaggio.
Secondo una teoria rilanciata da ScreenRant, il modo in cui Black Widow ha approcciato Bruce Banner per la prima volta in The Avengers, alla luce degli eventi del film di cui è protagonista in solitaria, rende il rapporto tra i due molto più oscuro e questionabile. Si parte proprio dal passato di Natasha, bambina cresciuta come spia russa in una finta famiglia e addestrata nella terribile Red Room. Un’infanzia fatta di violenza e condizionamenti, che l’hanno spinta a compiere numerosi orrori e unirsi agli Avengers proprio per cancellare il suo passato.
Gli eventi di Black Widow, diretto da Cate Shortland, sono in larga parte incentrati proprio su questo: correggere le storture della sua infanzia, liberare le altre Vedove Nere e chiudere per sempre il programma sovietico che ha causato tanta sofferenza in molte bambine. Questa sua voglia di rivalsa, già presente in The Avengers, si scontra però con quello che ha fatto per avvicinare Bruce Banner aka Hulk.
Nel film di Joss Whedon del 2012, primo grande capitolo corale e conclusione della Fase 1 del Marvel Cinematic Universe, lo scienziato interpretato da Mark Ruffalo si trova a Kolkata, in India, dove cura la gente malata del posto e cerca di contenere la bestia verde dentro di lui. Per avvicinarlo, Natasha lo fa portare da una giovane bambina del posto in una casa poco distante per curare il padre malato. Una scusa, dal momento che appena arriva trova la Vedova Nera.
La teoria sostiene che ricorrere ad una bambina per attirare Hulk sia stato estremamente pericoloso da parte di Natasha Romanoff, che avrebbe così attinto a tecniche del suo passato per trarre in inganno il futuro compagno Vendicatore. Come è possibile, ci si chiede, che Black Widow rischi di mettere una bambina in una situazione di pericolo dopo quanto vissuto sulla sua stessa pelle in passato?
L’utilizzo degli stessi metodi moralmente questionabili, renderebbe quindi il personaggio molto meno eroico anche durante quella fase della sua vita in cui – teoricamente – dovrebbe aver già abbracciato il bene. La teoria, anche se interessante, ha due falle: la prima è legata al solito problema Marvel di avere tante storie e dettagli sparse per oltre 10 anni di film, che rendono quanto visto in Black Widow poco adatto per spiegare eventi accaduti (cronologicamente) anni prima.
La seconda è che “usare” una bambina per attirare Hulk da parte di Vedova Nera potrebbe non essere stata una scelta così sconsiderata, anzi. In quel modo, forse, Natasha ha dimostrato subito di visto del buono dentro Bruce Banner (che in fondo stava lavorando per aiutare le persone del luogo), tanto da essere sicura che non avrebbe messo in pericolo la bambina mandandolo a chiamare. Un rischio, nel caso in cui il gigante verde fosse uscito allo scoperto, ma non per forza la prova che Natasha non ha abbandonato gli insegnamenti della Red Room.
Teorie e speculazioni, certo, buone per gli appassionati dell’MCU che ancora guardano e riguardano i film delle prime Fasi in attesa che ci sia qualcosa di nuovo da commentare. Voi cosa ne pensate di questa teoria su Black Widow? Fatecelo sapere nei commenti.
Leggi anche: Marvel, svelata la storia del primo incontro tra Hawkeye e Black Widow. E vi farà commuovere
Leggi anche: Black Widow, ecco la scena tagliata che spiega un grosso buco di trama nel finale (VIDEO)
Foto: MovieStills
Fonte: ScreenRant
© RIPRODUZIONE RISERVATA