Il regista Claudio Centimeri, grafico e illustratore, nonché autore televisivo (Target, La grande notte, L’Isola dei Famosi, X Factor…) ci racconta il suo Bloody Mary Christmas, il corto con protagonista un Babbo Natale in versione “vendicatore” (l’ex di Amici Davide Flauto), che questa sera, in occasione di Santa Lucia, verrà proiettato alle 20.30 allo storico cinema Centrale di Milano (via Torino 30).

Nella foto Centimeri e Flauto sul set di Bloody Mary Christmas.

BEST MOVIE: Raccontaci qualcosa delle tue esperienze precedenti più significative, sia per quanto riguarda i corti sia per la tv…
CLAUDIO CENTIMERI
: Ho sempre avuto la passione per il disegno e tutto ciò che era “visivo”, per cui ho fatto studi artistici: dall’Istituto d’arte  all’Accademia di belle arti, alla Scuola del cinema. Ho lavorato tanti anni come illustratore e fumettista (credo si veda nei miei video). Ne è un esempio il corto precedente, La casetta di marzapane. E’ stato girato completamente su green back, e gli attori si muovevano su scenografie disegnate; un lavoro che ha comportato un anno di post produzione. Con quel film abbiamo collezionato diversi premi in tutto il mondo. Sono arrivato alla tv una quindicina d’anni fa, come regista e autore RVM. Il lavoro in televisione ha molto condizionato il mio metodo narrativo, che preferisce stacchi veloci a lunghe sequenze. In tutti questi anni ho avuto la fortuna di lavorare per alcuni programmi che stimolavano molto la mia creatività da Target a La grande Notte (con Gene Gnocchi), da Markette a Chiambretti Night. L’ultima esperienza è stata X Factor, dove mi sono occupato della realizzazione di filmati con caratteristiche ironiche e divertenti. Ho avuto modo anche di girare documentari abbastanza impegantivi, a Calcutta in India, in Africa, in Thailandia, nell’ambito sociale. Esperienze meno creative, che mi hanno comunque segnato.

BM: Come è nato il corto Bloody Mary Christmas? A cosa ti sei ispirato? Come sono nati i personaggi?
CLAUDIO CENTIMERI: Non ho fatto molti corti perché la mia gestazione è molto lunga, in media un paio d’anni fra abbozzo e sceneggiatura finale. L’idea nasce da una sensazione, dalla voglia di mettere in scena un personaggio con un carattere particolare, o una situazione spesso “al limite” (vedi il precedente La casetta di Marzapane). Ci metto talmente tanto (anche perché nel frattempo devo guadagnarmi la pagnotta), che alla fine non ricordo più qual è stata la scintilla che ha fatto scoccare l’idea! Non amo il cinema della realtà (ci vivo in mezzo tutti i giorni), e amo poter spaziare con la fantasia in luoghi inesistenti con personaggi fantastici o “border line”. Cerco però di legare sempre l’aspetto “fantasy” a una tematica di attualità o comunque con qualche risvolto sociale. La fase immediatamente successiva all’idea è quella del disegno. Comincio ad abbozzare i personaggi, i costumi, i colori. Faccio dei corti che vorrei sempre realizzare anche a fumetti, la matita non mi abbandona mai. Il genere credo sia abbastanza singolare, non sono ancora riuscito a individuarlo. Direi che amo il black humor, che sposo sempre a un pizzico di horror, giusto per portare il tutto ad una realtà che, per citare un luogo comune, supera qualsiasi film horror si voglia girare. Amo tutti i registi visionari, quelli che sanno usare la matita e la fantasia, da Gilliam a Burton per citare i più famosi, mi piace anche Gondry, e poi Jodorowsy, Guillermo del Toro e, ovviamente, gli “undergorund”, da Tarantino a Waters. Il film in assoluto che amo di più è Brazil, che sposa lo spirito visionario e fantastico che adoro, a temi sociali: un mix davvero eccezionale.

BM: Che messaggio vuoi comunicare con il corto?
CLAUDIO CENTIMERI: Il corto abbraccia diverse tematiche. C’è sempre uno sguardo all’adolescenza nei miei lavori. In passato ho seguito con un’associazione dei giovani con grossi problemi in famiglia ed è stata un’esperienza che mi ha colpito molto. Al di fuori delle mura di casa nostra, all’interno delle mura di altre case esistono situazioni inimmaginabili, dei micro-cosmi con aria rarefatta o iper ossigenata. Mondi che voglio esplorare e, in molti casi, denunciare. L’abuso, spesso psicologico sui minori, o incredibili equilibri precari che spesso si rompono, generando fatti che finiscono sui giornali. Vorrei che chi vedesse il corto non pensasse di vedere una situazione irreale ma vorrei che immaginasse che nell’appartamento accanto potrebbe succedere quello che viene mostrato nella storia.

BM: Com’è stata la collaborazione con Flauto?
CLAUDIO CENTIMERI: Il lavoro con Davide e gli altri attori è stato impegnativo, ma ha dato degli ottimi risultati. Davide è alla prima esperienza di recitazione ed è stata una rivelazione. Nonostante non abbia una formazione attorale è incredibilmente ricettivo, e insieme abbiamo lavorato molto bene. Eravamo sulla stessa linea d’onda. Quando lo vidi in tv ad Amici rimasi fulminato dal suo aspetto singolare, che combaciava perfettamente con la mia idea di questo “Babbo-Natale-Baby-Noir”: un viso angelico che si macchiava di sangue. Lo contattai e lui accettò. E’ stato supportato poi dagli altri professionisti (i grandissimi Nicola Stravalaci e Debora Zuin), anche Silvia Altrui e Riccardo Buffonini hanno contrubuito bene all’atmosfera noir che si respira. Sul set c’era un’ottima armonia. Nel corto c’era anche un pezzo inedito composto da Davide e Stefano Raimondi, davvero bello. Purtroppo non abbiamo trovato un accordo con la sua casa discografica ed è stato tagliato.

BM: In quanto tempo e con che budget hai girato?
CLAUDIO CENTIMERI: Abbiamo girato in una settimana, il budget stimato era di 50.000 euro, e dico stimato. Una cifra che non mi sarei mai potuto permettere. Ma avendo chiamato tutti amici professionisti nessuno ha voluto essere pagato… e quindi il costo del corto si è ridotto alle sole spese vive! Di fatto se avessimo rispettato i compensi saremmo arrivati a quella cifra. La post produzione è durata circa 4 mesi e me ne sono occupato personalmente, disegnando parti delle scene e realizzando qualche “effettino specialino”.

BM: Con che macchine?
CLAUDIO CENTIMERI: Canon Italia ci ha dato la Canon D7 con un parco ottiche completo. L’utilizzo di una fotocamera HD è stata un’esperienza nuova, che ha dato una pasta particolare all’immagine e ha permesso di girare dei dettagli con una ridottissima profondità di campo. L’audio è stato fatto in presa diretta digitalizzando direttamente su computer.

BM: Dove si sono svolte le riprese?
CLAUDIO CENTIMERI: Le riprese sono state fatte negli studi Cinevideo di Milano e Aextra di Vimercate. La registrazione della voce fuori campo presso Erazero (Milano).

BM: Quante persone hanno lavorato al progetto?
CLAUDIO CENTIMERI: Una quindicina di persone. Devo citare assolutamente Teo Youssoufian che ha curato la fotografia fantastica, Cathrin Grimmer che si è occupata delle scene e dei costumi e Stefano Raimondi che ha composto tutte le musiche, dando al lavoro un tocco “malato”, singolare e ironico allo stesso tempo. Il gruppo di lavoro è consolidato da anni. Lavoriamo sempre assieme su questo tipo di progetti.

BM: Progetti futuri? A cosa stai lavorando?
CLAUDIO CENTIMERI: A gennaio dovrei tornare in tv, non so ancora su quale programma. La testa è piena di idee, ce ne sono un paio che mi stanno dando il “la” per partire, probabilmente supportate da un paio di sponsor che sembrano interessati. Lavori sempre fantastici, con un pizzico di noir, e qualche sorriso. Essendo appassionato da anni di stereoscopia, probabilmente gireremo in 3D (visto il momento d’oro per questo sistema). Lo so che sembra incredibile, ma il mio sogno rimane anche il cinema per ragazzi, solo che quando scrivo le sceneggiature… parte sempre qualche schizzo di sangue!


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