«Esistono due tipi di commedie: quelle che cercano solo la risata e quelle che invece hanno qualcosa da dire. La nostra appartiene al secondo filone», così Giacomo Ciarrapico parla, alla vigilia dell’uscita in sala (il prossimo 1 aprile, giorno non affatto casuale) di Boris – Il film che ha scritto e diretto insieme a Luca Vendruscolo e Mattia Torre, suoi compagni d’avventura fin dai tempi della fiction di cui il film è un seguito. Quella di Boris infatti è una storia che parte dalla fortunata serie tv, partita come prodotto di nicchia nel 2007 (sul canale FX di Sky) e diventata col tempo un fenomeno di vasta portata.
Con tre serie di successo alle spalle il salto al cinema è arrivato da sè così come il relativo passaggio metacinematografico dell’ambientazione. Se la serie tv raccontava i fatti e i misfatti di una troupe televisiva, il film non poteva che raccontare quelle dei colleghi “snob” del grande schermo , quelli che, per intenderci, indossano”occhialetti alla Gramsci e maglioni pelosi”. Almeno secondo il produttore Lopez (Antonio Catania) che “retrocesso” dalla tv al cinema teme persino di prendersi la salmonellosi o roba simile.
Stesso tono irriverente e spietato del serial insomma, come assicura anche il regista Mattia Torre: «Era un’eredità complicata, ma siamo orgogliosi di aver tutelato lo spirito della serie», senza dimenticare di rendere il tutto accessibile anche a un pubblico nuovo che non ha mai visto nemmeno una puntata di Boris, ma anzi puntando a catturare nuovi fan come assicura Torre: «Il film è una porta aperta verso la serie. Un invito a recuperarla».
Protagonisti ancora una volta sono il regista René Ferretti (Francesco Pannofino) e la sua sgangherata troupe (pesce rosso Boris portafortuna compreso) che, dopo vicissitudini varie, si ritrova sul set dell’adattamento cinematografico de La casta (il libro denuncia sulla classe politica di Rizzo e Stella), film impegnato con cui finalmente René darà finalmente sfogo alla sua vena artistica dopo essersi sganciato dal mondo televisivo, abbandonato per la frustrazione. Divertente la scena in cui Lopez mette in chiaro al povero e racalcitrante René il fatto che non “esiste una concorrenza” dalla quale lui potrà correre… Risate sì ma con la smorfia: «Il film ha un risvolto amaro. E’ un urlo di dolore. Racconta il fatto che siamo rassegnati al brutto e alle bugie», spiega Pannofino, «Ogni commedia nasconde amarezza, quella fine a se stessa invece è quella su cui noi ironizziamo, fatta di scoregge e rutti». Ecco allora che quello stesso mondo cui tutti i protagonisti appartengono diventa il bersaglio di una spietata “parodia” in cui le attrici sono complessate e nevrotiche (la sussurrante Marilita Loy, alias Rosanna Gentili) o “cagne maledette” (la svampita e di facili costumi Corinna, Carolina Crescentini tornata nel ruolo della prima stagione), gli attori eroinomani (Francesco Campo, alias Claudio Gioé) o psicolabili disposti a tutto per una parte ( il “finiano” Stanis, Pietro Sermonti), mentre tutto intorno vige la regola del “lasciato al caso” e della mancanza di professionalità, per non dir di peggio (a quello ci pensa direttamente il film).
Roba da far imbestialire tutti i diretti interessati insomma… E invece no. E il motivo è presto spiegato: «Sul set di varie fiction nei quali mi sono trovata, tutti avevano visto Boris. Il fatto è che non ci si riconoscono!», spiega Caterina Guzzanti (sorella di Sabina e Corrado che qui interpreta Arianna, l’aiuto regista di René), «E ti dicono: “l’ho visto! carinissimo!” al che tu capisci che proprio non ce n’è… insomma io sono convinta che non si smuova un cxxxx». Pessimismo che Pannofino non condivide in pieno: «Questa commedia secondo me può risvegliare gli italiani migliori, che ci sono e sono tanti! Anche se purtroppo di questi tempi non si vedono e non si sentono…». Certo il quadro dipinto dal film è tanto esilarante quanto sconfortante, tanto più che a leggerlo come una metafora della nostra cara Italia non si rischia di sbagliare…
Per i fan della serie e neofiti l’appuntamento in sala è fissato, come detto, per venerdì 1 aprile. Il pesce è garantito…
Qualche scatto del photocall della conferenza milanese del film
Il cast di Boris e i registi. Da sinistra i registi Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, Carolina Crescentini, Caterina Guzzanti, dietro di lei Paolo Calabresi (l’assistente alle luci Biascica), Francesco Pannofino, Duccio Patanè (il direttore della fotografia Ninni), Pietro Sermonti e il regista Mattia Torre
Carolina Crescentini e Pietro Sermonti
Francesco Pannofino (il regista René Ferretti)
