Ci sta pensando Richard Linklater, anche se stavolta, se mai decidesse di andare fino in fondo, non ci impiegherebbe dodici anni. Un sequel di Boyhood sembra un’idea assurda solo a parlarne, ma dopo gli applausi di critica e pubblico, che gli sono valsi il trionfo ai Golden Globe 2015 (e agli Oscar, con la statuetta a Patricia Arquette), l’idea al regista è venuta. Non siamo neanche allo stato embrionale del progetto, ma lo scorso febbraio Linklater aveva escluso l’ipotesi di girare utilizzando la stessa tecnica del primo film, che ha seguito la crescita del suo protagonista dal vivo.
Collider ha chiesto lumi a Ethan Hawke in merito e l’attore ha risposto così: «Non ne so nulla. Boyhood è unico e la ragione del suo successo dipende dall’avere una struttura che ha un inizio, uno svolgimento e una fine. L’età di cui parla il film è troppo particolare, ci siamo passati tutti, all’inizio stando sulla stessa barca, poi il liceo finisce e vieni scaraventato nella vita vera. Ma Rick è capace di tutto…».
Fonte: Collider
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