Il successo di Bridgerton ha ridefinito negli ultimi anni il modo di raccontare le storie in costume, trasformando il genere Regency in uno dei più popolari su Netflix. Tra intrighi, romance e dinamiche sociali, la serie prodotta da Shondaland è diventata un punto di riferimento, capace di influenzare anche le produzioni successive. Non sorprende quindi che nuove serie stiano cercando di inserirsi nello stesso filone, proponendo variazioni sul tema.
Tra queste, una delle più interessanti è The Other Bennet Sister, adattamento di un romanzo che prende ispirazione diretta da Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. La serie, strutturata in dieci episodi, sceglie però un punto di vista insolito: quello di Mary Bennet, la sorella spesso rimasta ai margini della narrazione originale, qui finalmente al centro della storia.
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A differenza delle sue sorelle, Mary non incarna gli ideali classici dell’epoca: non è la più bella né la più brillante nelle dinamiche sociali, e proprio per questo si trova spesso esclusa dai giochi del matrimonio e delle convenzioni. La serie costruisce attorno a lei un percorso di crescita che mette in discussione le aspettative della società, lasciando spazio a un racconto più intimo e riflessivo.
Il confronto con Bridgerton nasce quasi spontaneo, soprattutto osservando le affinità con il personaggio di Eloise. Entrambe sono figure che faticano a riconoscersi nei ruoli imposti e che cercano una strada alternativa, più legata alla propria identità che alle regole del contesto sociale. Tuttavia, mentre la serie Netflix punta su toni più audaci e su una forte componente spettacolare, The Other Bennet Sister sembra orientarsi verso una narrazione più leggera e ironica, con un approccio che privilegia il punto di vista della protagonista.
Un altro elemento centrale è il viaggio di Mary al di fuori dell’ambiente familiare, che diventa il vero motore del racconto. Lontana dalle dinamiche che l’hanno sempre definita, la protagonista ha finalmente l’occasione di confrontarsi con nuove esperienze, scoprendo aspetti di sé rimasti fino a quel momento inespressi. È qui che la serie trova il suo equilibrio, alternando momenti romantici a una riflessione più ampia sulla libertà personale.
In un momento in cui l’attesa per le nuove stagioni di Bridgerton si fa sempre più lunga, l’arrivo di The Other Bennet Sister potrebbe offrire un’alternativa credibile per gli appassionati del genere. Non si tratta di una semplice imitazione, ma di una proposta che prova a raccontare lo stesso mondo da una prospettiva diversa, puntando su personaggi meno convenzionali e su un tono più misurato.
Se riuscirà davvero a imporsi come una rivale del “diamante” di Netflix lo dirà il pubblico, ma le premesse sono quelle di una serie capace di ritagliarsi uno spazio preciso, soprattutto tra chi cerca qualcosa di familiare ma allo stesso tempo leggermente fuori dagli schemi.
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