In giacca, cravatta e rolex d’oro al polso, Mark Wahlberg non sembra davvero un ex scapestrato dal passato turbolento, anzi dal vivo ha una faccia da bravo ragazzo e vestito di tutto punto si fa fatica anche a pensarlo come eroe degli action movies. Ed è probabilmente questo il suo talento maggiore: sfuggire un po’ a tutte le etichettature, perché Mark è tante cose assieme, sorprendentemente molte più di quelle che avevi immaginato. Per scoprirlo Best Movie l’ha dovuto incontrare a Roma dov’è arrivato per promuovere con una giornata dai ritmi sincopati Broken City, il film che 20th Century Fox distribuirà dal 7 febbraio e in cui oltre a recitare nel ruolo del protagonista, Mark è coinvolto come produttore. Una carriera che conduce parallelamente ormai da anni e gli complica le cose quando deve dolorosamente fare i conti con il tempo da dividere tra lavoro e vita privata (una moglie e 4 figli) come lui stesso ci ha raccontato. Per ora però è tutto concentrato sul lancio nel nostro paese di Broken City, un poliziesco vecchia maniera in cui Mark è un ex piedipiatti diventato investigatore privato con un incarico delicato: pedinare la moglie del sindaco di New York e scoprire con chi ha una relazione. Il tutto ad una settimana dalle votazioni per la rielezione alla poltrona di primo cittadino. Una storia dai contorni noir in cui Mark divide la scena con Russell Crowe, il sindaco, e Catherine Zeta-Jones, la first lady della Grande Mela.
Leggi la recensione di Broken City di Gabriele Ferrari
Mark, cosa ti ha spinto a buttarti in questo progetto?
«La sceneggiatura: il modo in cui è scritto mi ricorda i grandi film degli anni ’70. Sono cresciuto guardando questo tipo di pellicole con mio padre e per me hanno un sapore speciale. Quelle storie in cui sono i protagonisti a guidare tutto, penso a titoli come Serpico, Toro scatenato, Chinatown».
In effetti Broken City ha un impianto classico. C’è addirittura il ruolo dell’investigatore privato tipico degli scritti di Raymond Chandler.
«Sì, l’ho pensato subito mentre leggevo lo script e ho pensato anche che mio padre, che aveva opinioni precise su cosa avrei dovuto interpretare, avrebbe approvato in pieno la mia partecipazione al film, se fosse stato ancora vivo».
Detective privati, corruzione politica, congiure. Non credi che il pubblico sia abituato ormai a queste storie. Vale la pena di continuare a fare film così?
«Certo. Broken City è come un bel libro classico: ci sarà sempre qualcuno interessato a leggerlo. Ci sono temi importanti dentro che è bene continuare ad investigare. E poi sono questi i film che mi piace vedere da spettatore, anche se ci riesco raramente perché con 4 figli ancora piccoli è più facile che finisca per guardare l’ultimo titolo della Pixar».
Hai dichiarato che quello che più ti ha colpito del tuo personaggio nel film è la sua essenza non scontata, lui non è propriamente un buono…
«È vero. Mi ha conquistato il suo amore per la giustizia, il fatto che sia disposto a rischiare la sua stessa vita per la verità. Non è una vittima innocente e questo purtroppo perché negli Usa accade che il sistema fallisca, che si creino delle falle all’interno del sistema giudiziario. Nonostante tutto però non è uno che si nasconde: rifarebbe tutto da capo se potesse, solo perché è convinto sia la cosa giusta. È il suo modo di vedere il mondo».
Uno dei temi portanti della storia è la corruzione. In America ci sono molti politici come il sindaco interpretato da Crowe? E’ davvero inevitabile che il potere annebbi la mente?
«C’è molta corruzione negli Usa, e il potere diventa molto pericoloso nelle mani sbagliate. Quello di cui non mi capacito è come i politici corrotti non abbiano paura di essere colti in fragrante in questa epoca dominata dalla tecnologia in cui tutti possono essere rintracciati, ascoltati, visti. Eppure esistono ancora persone che si rendono conto delle proprie responsabilità e si danno da fare per la comunità. Ho incontrato il sindaco di Chicago, che è sicuramente tra i virtuosi, e mi ha colpito che tenga una specie di poster nel suo ufficio simile alla locandina de Il Padrino, solo che al posto dei credits ha fatto mettere i nomi dei politici corrotti del passato, molti dei quali hanno occupato il suo ufficio prima di lui».
Nel film assistiamo anche ad una battaglia elettorale senza esclusione di colpi. Le abbiamo viste altre volte in altri film ma si può arrivare davvero ad uccidere per le elezioni da voi?
«Non so. Di sicuro le campagne elettorali da noi sono tostissime, per niente giuste e leali in cui è normale essere scorretti e fare gli sgambetti. Ho avuto modo di conoscere qualche politico e mi hanno confermato che succede veramente di tutto durante le elezioni. È un affare veramente sporco».
Si avvicinano gli Oscar (24 febbraio) e sappiamo che sarai tra i presentatori dello show.
«Presenterò con Ted, ma non so niente più di questo. Con Seth Macfarlane, inventore e voce di Ted, non si è mai preparati. Non ho idea di cosa dirà o farà: non è uno che ammorbidisce le cose».
A proposito di Ted. Si farà il secondo capitolo? Sono circolate voci anche per un The Fighter 2 cosa ci puoi dire?
«Ted 2 è in lavorazione, si sta pensando un po’ alla storia. È il primo sequel che faccio nella mia carriera. Non esiste nessun seguito invece per The Fighter».
Quanto ai progetti televisivi sei al lavoro su nuovi serial? Non ti piacerebbe essere il protagonista di uno dei telefilm che produci?
«Sto lavorando a tante cose insieme. Ho già un paio di piloti pronti e ne gireremo presto un altro in Europa orientale su una spia durante la guerra fredda per la Hbo. Ci sono dei personaggi qua e là che mi interessano ma potrei farli al massimo per una stagione perché la staticità non mi piace, non mi vedo a fare lo stesso ruolo per 2 anni. E poi il ruolo più interessante per la tv è quello di Nucky Thompson in Boardwalk Empire ed è già stato preso da Steve Buscemi! In più devo considerare il tempo da dedicare alla mia famiglia: la produzione mi assorbe tantissimo e non ho molto altro tempo. Ci sarebbe un personaggio per me in una serie, ma ho troppi impegni e stiamo risistemando lo script per proporlo ad un altro attore. Anche il cinema mi tiene molto occupato. Ad aprile sarò sul set con Michael Bay per Transformers 4, e i miei figli sono più eccitati di me, ma ho appena finito altri 3 film nell’ultimo anno: prima mi vedrete nei panni di un body builder pazzo in Suda e cresci, dopo sarò un cowboy comico al fianco di Denzel Washington in 2 Guns e infine interpreterò la vera storia del Navy Seal Marcus Luttrell in Lone Survivor. Le giornate purtroppo sono ancora fatte di sole 24 ore!».
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