Il momento ha un qualcosa di piacevolmente surreale. Bryan Cranston si ferma e sorride. «Lo so, lo so… evidentemente mi dona. Stavolta però mi hanno lasciato tenere i capelli!». È arrivato all’intervista dentro una tuta anti-contaminazione! Vi ricorda niente? E sotto il braccio tiene l’immancabile maschera ad ossigeno. Almeno il colore è verde militare, non giallo acceso.
Se ti presenti all’intervista vestito da Walter White, impossibile non partire da Breaking Bad.
«A me va benissimo, devo tutto a quella serie e al personaggio inventato da Gilligan. Sapevo che una volta terminata avrei dovuto scegliere qualcosa di dinamico, ad essere sincero non volevo ripetermi. Sia ben chiaro, rimarrò per sempre entusiasta di Breaking Bad e della qualità della sua scrittura; questo semplicemente è un progetto diverso: è un film divertente ed è arrivato al momento giusto. Anche se non possono essere accostati, entrambi gli script hanno comunque la stessa attenzione nella definizione dei personaggi».
Puoi raccontarci qualcosa del tuo ruolo in Godzilla?
«All’inizio Joe Brody lavora in uno stabilimento nucleare, è un fisico completamente dedito alla scienza. All’improvviso si trova tra le mani dati che non riesce a decifrare, ipotizza possa trattarsi di un terremoto. L’evento ovviamente non riguarda la fisica, quanto piuttosto la biologia. A livello scientifico viene colto di sorpresa, non poteva immaginare l’esistenza di un mostro simile. Quando Joe inizia a vedere la cosa da un’altra prospettiva, ne comprende il pericolo e cerca di mettere in guardia tutti. Ma è troppo tardi…». […]
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(Foto: Kimberly French © 2014 WARNER BROS. ENTERTAINMENT INC. & LEGENDARY PICTURES PRODUCTIONS LLC)
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