In occasione dell’sessantesimo compleanno del regista e attore Carlo Verdone , Best Movie ripercorre con voi tutte le tappe della sua carriera che dura da oltre 35 anni.

Carlo Verdone nasce sessant’anni fa a Roma, figlio di Mario Verdone, importante storico del cinema e docente universitario (celebre l’aneddoto della bocciatura dello stesso Carlo ad un esame). Sin da piccolo, Carlo è immerso nell’ambiente cinematografico grazie alle frequentazioni del padre e fa la conoscenza di registi del calibro di Vittorio De Sica, Roberto Rossellini e Pier Paolo Pasolini. Verdone si diploma in regia nel 1974 al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e comincia le sue prime esperienze teatrali e cinematografiche. La svolta televisiva arriva nel 1979, in Non Stop, dove vengono lanciati con successo i personaggi elaborati sino a quel momento a teatro e che poi approderanno anche al cinema.

Per l’esordio alla regia cinematografica, è fondamentale l’incontro con Sergio Leone. Il celebre regista aveva voluto conoscere Verdone dopo averne enormemente apprezzato le qualità artistiche e decide quindi di produrre il suo film, puntando proprio su Carlo per il ruolo da regista. Sergio Leone diventa così un maestro per Verdone, iniziandolo alla tecnica registica e ricorrendo anche a qualche ceffone per riprendere il discepolo. Un sacco bello esce nel 1980 e Verdone mette subito in luce anche al cinema le sue capacità istrioniche interpretando sia alcuni personaggi minori che i tre personaggi principali: Leo, un ingenuo bambinone, Enzo, un triste coatto di borgata e Ruggero, hippie scappato di casa. Le venature satiriche e malinconiche innestate in un impianto prettamente comico diventano un marchio di fabbrica dello stile di Verdone, che ottiene un enorme successo.  Bianco, Rosse e Verdone ripropone lo stesso schema, un trittico (anche questo memorabile) di personaggi, più una serie di felicissime intuizioni di Verdone per i comprimari (da Mario Brega a Lella Fabrizi ad Angelo Infanti). Nel film successivo Verdone ha finalmente l’occasione di lavorare con il suo mito Alberto Sordi. Spesso indicato come l’erede di Albertone, Verdone ha sempre rifiutato l’accostamento, in segno di rispetto. Con In viaggio con Papà (1982, regia di Alberto Sordi) Verdone abbandona anche il terreno sicuro dei vari personaggi (che riprenderà molti anni dopo per Viaggi di Nozze e Grande Grosso e Verdone) per una sceneggiatura più solida e meno votata allo sketch. Durante tutti gli anni Ottanta, Carlo Verdone è regista ed interprete di numerosi film di successo, da Borotalco, con Eleonora Giorgi, a I due Carabinieri, in tandem con Enrico Montesano, da Acqua e Sapone a Io e mia Sorella con Ornella Muti. In quegli anni si afferma una nuova generazione di artisti dal percorso comune, fatto di teatro e televisione prima, di cinema poi, che segna una svolta nel cinema italiano: Carlo Verdone, Massimo Troisi, Roberto BenigniFrancesco Nuti, oltre a Nanni Moretti, scrivono, dirigono ed interpretano i loro film, abbandonando la coralità tipica della commedia all’italiana storica degli anni cinquanta e sessanta. Questo è il modello che ancora oggi è ripreso, anche se con risultati non sempre soddisfacenti, dai comici televisivi di maggior successo che sfruttano con il cinema il momento di celebrità. Con Compagni di Scuola (1988) Carlo Verdone realizza quello che per molti è la sua migliore opera: un film corale, registicamente complesso, un ritratto molto amaro di una riunione di compagni di scuola a quindici anni dal diploma, in cui Verdone raggiunge l’equilibrio perfetto tra comicità e malinconia. Insieme a Verdone, che si ritaglia il ruolo del “Patata”, l’amico di sempre e reale compagno di liceo Christian De Sica, Nancy Brilli, Massimo Ghini, Alessandro Benvenuti, Eleonora Giorgi e molti altri.

Negli anni Novanta Verdone abbandona inizialmente il registro comico per dedicarsi a commedie più elaborate come Perdiamoci di Vista e Maledetto il giorno che t’ho incontrato, prima di riproporre, su richiesta dei suoi fan, la formula iniziale, rivista e corretta, dei personaggi caricaturali in Viaggi di Nozze, in cui lancia Claudia Gerini e Veronica Pivetti. Caratteristica del Verdone regista, infatti, è da sempre quello di valorizzare incredibilmente le attrici scelte per i ruoli femminili, dalla Giorgi alla Muti, fino alla bravissima Claudia Gerini che infatti Verdone sceglie anche per il successivo Sono pazzo di Iris Blond. Negli ultimi anni il cinema di Verdone ha riproposto con alterne fortune tutte le formule già sperimentate in precedenza, dalla commedia corale (Ma che colpa abbiamo noi) al personaggio-caricatura (Gallo Cedrone, Grande Grosso e Verdone) alla commedia “adulta” (L’amore è eterno finchè dura), ma il meglio di sè Verdone lo ha dato come attore, ad esempio nei due capitoli di Manuale d’Amore di Giovanni Veronesi. Da segnalare poi il divertentissimo ed autoironico cameo di Verdone nella parte di se stesso in Questione Di Cuore di Francesca Archibugi. Verdone, nell’occasione, prende in giro la propria leggendaria ipocondria mostrando tutta la sua esperienza in fatto di medicinali, cure ed ospedali.

La passione per la musica di Carlo Verdone, grande fan del rock anni sessanta e settanta, è evidente in molti dei suoi film. La colonna sonora, infatti, è una parte sempre importantissima per Verdone, soprattutto nei film degli anni Ottanta, in cui Verdone si affida ad esempio agli Stadio e a Lucio Dalla per caratterizzare in maniera decisiva le atmosfere dei suoi film. La musica poi è al centro sia di Maledetto il giorno che t’ho incontrato, in cui Verdone indaga le circostanze della morte di Hendrix, sia di Sono pazzo di Iris Blond, in cui lui è un musicista in cerca di successo. Di Carlo Verdone sono anche alcuni videoclip, tra cui Centocittà di Antonello Venditti, grande amico di Verdone, che ha suonato la batteria per l’amico musicista in qualche occasione, ed il buffo video di Mi piaci di Alex Britti.

Non basta di certo elencare i ventidue film realizzati come regista, le produzioni e le partecipazioni a film di altri, i premi (tra cui tantissimi Nastri d’Argento e David di Donatello per lui e per i suoi attori) per rendere giustizia all’impatto che Carlo Verdone ha avuto su tre generazioni di giovani, che sono cresciuti imparando a memoria i suoi film. Negli anni Ottanta, Verdone raccontava in maniera affettuosa e intelligente Roma e la romanità, oltre che una generazione di trentenni disincantati e un po’ disorientati. Oggi, forse, Verdone non ha più quella capacità di intercettare la realtà e trasformarla in uno spettacolo con la stessa cattiveria, ma il suo stile e le sue qualità umane ed artistiche sono un punto di riferimento sia per i giovani artisti (come Silvio Muccino, i Manetti Bros) sia per il pubblico che lo ha seguito nella sua maturazione artistica, crescendo a sua volta. Tanti auguri Carlo…e grazie.

Tra i progetti futuri troviamo Posti in piedi in Paradiso, diretto e interpretato dallo stesso Verdone, e Manuale d’amore 3 di Giovanni Veronesi, dove l’attore reciterà al fianco di Monica Bellucci e Robert De Niro. (Foto Getty Images)

Di seguito, alcune clip di storici sketch di Verdone, tutti a tema “telefonico”: la famosa telefonata all’ACI in Bianco, Rosso e Verdone, lo sketch televisivo della telefonata notturna, una clip tratta da Compagni di Scuola, in cui Ruffolo (Verdone) chiama la moglie sotto lo sguardo divertito degli ex compagni di scuola e la divertentissima clip tratta da Acqua e Sapone in cui la sora Lella tenta invano di rispondere in maniera educata al telefono…

Ecco infine due clip tratte da I due Carabinieri, in cui Marino (Verdone) e Glauco (Montesano) provano lo “sguardo del carabiniere”, e da Borotalco, in cui un impareggiabile Christian De Sica insegna qualche passo di danza a Verdone…


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