Ogni potere ha un limite. Anche quello di Alan Burlesque, capo di governo dalle ambizioni tentacolari, che si divide tra politica, affari e sesso.

Indagini giudiziarie, inchieste giornalistiche, ricatti da parte degli “amici”, scandali sessuali: sembra che nulla possa ostacolare la sua scalata. Uno dopo l’altro i suoi nemici spariscono dalla scena politica e sociale del paese. C’è solo un’oscura presenza, una donna vestita col burqa e armata di una grossa falce metaforicamente vicina all’immagine della morte, che Alan non sa eliminare dalla propria vita.

Il regista Marco Pavone, del film presto in uscita ha spiegato: «BURQA è un film che racconta gli ultimi venti anni di storia italiana, concentrandosi sul rifiuto della realtà di una classe dirigente affetta da narcisismo. Ma è soprattutto un atto d’accusa contro una società civile che ha permesso questo genere di degenerazione, e che oggi paga il prezzo di questa incoscienza. Il tutto attraverso un thriller psicologico teso che affonda lo sguardo nelle profondità della psiche malata e visionaria del protagonista».

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