Negli ultimi anni Apple TV è diventata la casa di alcune delle serie sci-fi più riuscite degli ultimi anni, come l’acclamata Scissione o l’ultima arrivata Pluribus di Vince Gilligan, ed è proprio in questo solco che si è inserito un’intrigante show dotato di un tono tagliente e satirico, che nella sua prima stagione ha saputo reinventare il concetto di intelligenza artificiale.
Basata sull’acclamata saga di romanzi di Martha Wells, Murderbot segue le vicende di un consulente di sicurezza privato totalmente artificiale, che viene incaricato di ben poco gratificanti compiti dai suoi datori di lavoro. Grazie all’interpretazione di Alexander Skarsgård, Murderbot riesce a essere allo stesso tempo esilarante e toccante, dando vita a un personaggio che conquista il pubblico fin dal primo momento con il suo caustico sarcasmo.
Nonostante l’attualità ci abbia mostrato i lati inquietanti dell’intelligenza artificiale, la serie mette in scena un futuro più “quotidiano”. Murderbot appare come un dipendente annoiato, insofferente ai compiti imposti dagli umani e, più in generale, alla loro imprevedibile mortalità. Il soprannome, apparentemente minaccioso, non è niente più che una falsa pista. Murderbot non è ossessionato dall’assassinare gli umani, ma dall’assurdità della vita umana. Questa prospettiva fornisce una base originale e ironica per il suo viaggio da eroe, che lo porta a scoprire lentamente vari lati dello spettro umano degni di rispetto, se non di ammirazione.
Vale inoltre la pena notare come Murderbot sia formato da episodi di appena mezz’ora, che rendono la serie particolarmente adatta al binge-watching. Ogni avventura settimanale diventa un’occasione per esplorare un mondo iper-capitalista e tecnologicamente avanzato, in cui la vera posta in gioco emerge quando il protagonista deve proteggere un equipaggio di scienziati su un pianeta sconosciuto. La serie evita eccessi melodrammatici, puntando invece sulla costruzione di un legame autentico con Murderbot, che registra i suoi monologhi e diventa, sorprendentemente, un personaggio adorabile. Le riflessioni sul capitalismo e sulle dinamiche di potere sono quindi spesso profonde, ma mai didascaliche, con l’IA che mostra vera compassione verso individui specifici pur disprezzando le istituzioni che li controllano.
Ciò che distingue Murderbot dalle altre serie sci-fi ora in voga è la sua capacità di coniugare umorismo e concetti di fantascienza complessi senza risultare eccessivamente cerebrale. Pur non raggiungendo la densità narrativa di produzioni come The Last of Us, la serie esplora principi scientifici e dilemmi etici con leggerezza e intelligenza. Gli showrunner Paul e Chris Weitz, con alle spalle commedie di culto come American Pie, dimostrano grande sensibilità nel giocare con i tropi del genere e nello sviluppare personaggi con spessore, e Alexander Skarsgård, solitamente associato a ruoli cupi e stoici, si conferma sorprendentemente brillante e divertente.
Si tratta insomma di una delle sorprese televisive più piacevoli del 2025, che conferma come Apple TV rappresenti ormai una vera e propria garanzia per tutti gli appassionati di fantascienza in cerca di serie di altissima qualità. Una qualità che promette di rimanere altissima anche nell’annunciata seconda stagione di Murderbot.
Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!
Leggi anche: Utenti Netflix sconvolti da questa nuova serie thriller su Netflix: «Devastante»
Foto: MovieStillsDB
© RIPRODUZIONE RISERVATA