Un perfetto mix di azione e sentimenti: questo è Kung Fu Panda 2, il sequel del cartoon targato DreamWorks sulle avventure del simpatico panda diventato maestro di kung fu. La regista Jennifer Yuh, al suo debutto («Ho voluto sfidare me stessa – ha confessato in conferenza stampa – Non era facile riportare sullo schermo un personaggio che nella sua prima avventura cinematografica era riuscito a conquistare così tanto il cuore degli spettatori»), ha saputo orchestrare arti marziali e amore, scene di combattimento magistralmente coreografate ed emozione, divertimento e messaggi più profondi, cultura cinese e domande universali (Chi sono io? e’ quella che Po ripete in continuazione), mettendo in scena l’eterna lotta tra bene e male, qui incarnati rispettivamente in Po (e i Cinque Cicloni suoi amici) e Lord Shen, pavone con manie di grandezza a cui è stato profetizzato che la sua brama di potere sarà distrutta da un guerriero bianco e nero. Per questo da sempre è nemico giurato dei panda e promette di conquistare l’intera Cina e distruggere il kung fu grazie a una potente arma in suo possesso. Da questa minaccia parte la nuova avventura di Po, che per lui sarà soprattutto un viaggio alla scoperta della sua vera identità (Po scoprira’, infatti, che Lord Shen fa parte del suo passato ed era presente l’ultima volta che lui ha visto i suoi genitori) e di quella pace interiore che diventerà la sua carta vincente.
A dare nuovamente voce ai protagonisti ancora Jack Black (Po), Angelina Jolie (Tigre) e Dustin Hoffman (Mr. Shifu), profondamente affezionati a questa storia. «E’ stato come rimettersi un paio di scarpe comode», ha raccontato Jack Black, che nemmeno in conferenza stampa è riuscito a contenere la sua vis comica, strappando ai giornalisti più di una risata (come quando alla domanda: I panda hanno problemi esistenziali? lui ha risposto: «No. Io ne ho conosciuto uno e vi assicuro di no» e poi si e’ messo a vaneggiare sul senso della vita). «Tigre e’ il miglior personaggio che io abbia mai interpretato; mi ha colpito subito e l’ho scelto. Non sapevo nemmeno se fosse maschio o femmina: per fortuna mi è andata bene», gli ha fatto eco Angelina Jolie, che poi ha aggiunto: «Questo è un film meraviglioso perché non solo sa divertire ma lancia anche dei messaggi importanti, come il fatto che nella vita noi siamo ciò che scegliamo di essere. E questa volta si parla in modo esplicito anche di adozione, un tema che i miei figli conoscono molto bene: loro si sono sentiti orgogliosi di essere come Po». E a chi ha “accusato” il film di essere un po’ violento e quindi non adatto a un pubblico di bambini, Angie ha risposto: «In realtà non è così. E’ vero che c’è molta azione, però Po e i Cinque Cicloni non usano mai le armi. Loro semplicemente si difendono dalla cattiveria e dall’aggressività degli altri e la rispediscono al mittente, come bene dimostra l’ultima sequenza del film». «Noi siamo contro le armi», ha poi gridato Jack Black. E a proposito della pace interiore, lui e Angelina hanno ammesso di ricercarla e trovarla in famiglia, nell’affetto e nella salute delle persone a loro più care, mentre Dustin Hoffman con ironia ha confessato: «Secondo me non esiste. O forse la sto provando ora, qui, con tutti questi obiettivi puntati su di me e Angelina Jolie seduta al mio fianco». Come dargli torto…

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