4 ore e 28 minuti s’han da passare, se si vuole vedere il film-fiume che l’americano Steven Soderbergh ha dedicato alla più grande icona della comunismo ispano-americano, Ernesto “Che” Guevara, il cui ritratto è affidato sullo schermo a un ritrovato (e ingrassato) Benicio Del Toro (foto). Diviso in due parti, The Argentine e Guerrilla, ma proiettato per intero (come probabilmente non avverrà all’uscita in sala), il film secondo i mormorii cannensi già si candida a concorrente più agguerrito di Gomorra nella corsa alla Palma d’Oro. Spaventato dalla durata-monstre, qualche giornalista per la verità ha disertato la proiezione, e starà ora mangiandosi le mani per aver mancato il probabile film-Palma. Ma lo hanno visto centinaia di cinefili, addetti ai lavori, fan del “Comandante” e spettatori comuni che nel corso della giornata di ieri hanno intasato le tre proiezioni che il Festival ha destinato alla pellicola, dando vita a code infinite fuori dalle sale. Quelli che sono riusciti a entrare sono stati ripagati con una sorta di “kit di sopravvivenza” per affrontare le 4 ore e mezza di visione: un sacchetto con panino e acqua minerale. Anche i “compagni” più duri e puri hanno uno stomaco…

Ma.Ca.

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