La conferenza stampa di presentazione della giuria del 61mo Festival di Cannes (composta da Sergio Castellitto, Natalie Portman, Alfonso Cuaron, Marjane Satrapi, Alexandra Maria Lara, Jeanne Balibar Apichatpong Weerasethakul e Rachid Bouchareb) è stata monopolizzata dal suo presidente Sean Penn (reduce dal recente successo di Into the Wild , suo quarto film da regista), che ha catalizzato l’attenzione della stampa criticando apertamente (come suo solito) il presidente americano Bush, ammettendo anche di non sostenere nessuno dei candidati alla presidenza, ma di essere “molto favorevole ai consensi di cui sta godendo Barack Obama”. Ribelle come sempre, si e anche acceso una sigaretta, in aperta violazione del divieto di fumare. In suo aiuto è accorsa la cineasta e fumettista Marjane Satrapi (Persepolis) che ha ironicamente commentato: «Per motivi medici alcuni membri della giuria hanno bisogno di fumare. Non vi da fastidio vero?». Parlando di cinema invece Penn ha dichiarato «non siamo qui per giudicare i film, ma per incoraggiarli. Non sarà una gara ma una festa. Partecipare a Cannes e vincere un premio è una grande opportunità e siamo tutti d’accordo sul fatto che il regista vincitore della palma d’oro debba essere ben consapevole del mondo in cui vive». Alla domanda se il suo giudizio possa essere influenzato dal suo legame con Clint Eastwood, in concorso con The Changeling,  Penn, che nel 2003 ha conquistato un premio Oscar proprio grazie alla sua interpretazione in Mystic River, ha invece ribadito: «Ho lavorato solo una volta con lui in una carriera lunghissima. Quest’esperienza non può certo essere sufficiente per influenzarmi. Senza contare che le amicizie o le celebrità non contano. Sono sicuro che nessuno di noi avrà pregiudizi, perché ai festival quello che conta davvero e la qualità delle opere».

Ka.Eb.

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