Ernesto “Che” Guevara continua a vivere. Lo fa non più solo grazie a I diari della motocicletta di Walter Salles (presentato proprio a Cannes nel 2004) con un Guevara ancora studente (Gael García Bernal), né più solo sulle t-shirt dei ragazzi. La sua vivida immagine, le sue gesta e persino la sua finale agonia sono al centro del monumentale (4 ore e rotte di film) Che di Steven Soderbergh (vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 1989 con Sesso, bugie e videotape). Del film, presentato ieri in concorso, e bene accolto da chi si è avventurato nella lunghissima visione, parlano oggi Soderbergh e il protagonista Benicio Del Toro (che aveva già lavorato con il regista in Traffic, 2000).  «Il film è parlato in castigliano perché non volevo cedere all’imperialismo della lingua inglese», spiega il regista. Fatto questo che forse – oltre a motivi ideologici – ha fatto sì che la pellicola, già acquistata in molti Paesi in tutto il mondo, non lo sia ancora negli Usa. «Quando e se accadrà, mi piacerebbe che fosse lasciato in lingua originale con i sottotitoli», rincara la dose Soderbergh. Il quale racconta anche gli aspetti tecnici della lavorazione. «La ricerca è stata puntigliosa: abbiamo rintracciato tre capi militari che stavano con lui in Sierra Madre che ci hanno raccontato come si spostavano e combattevano. Poi, 39 giorni di ripresa per ognuna delle due parti del film. Location in Messico perché a Cuba c’è ancora l’embargo. Per un totale di quasi 70 milioni di dollari di budget». Ma il Che aveva bisogna di essere ancora raccontato? «Lui no, ma io avevo bisogno di una grande storia da raccontare».  «è stato difficile calarsi nei panni di un’icona mondiale», racconta invece Del Toro, che per il film ha perso circa 30 kg (ora in buona parte riguadagnati). «All’inizio non ne sapevo molto nemmeno io», ha proseguito l’attore, «poi una volta che ho cominciato quasi casualmente a documentarmi, mi sono appassionato alla sua vita tanto da andare a Cuba a fare ricerche personali. Ho scoperto un uomo di grandi passioni, ideali, coraggio».

Ev.An.

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