Era dai tempi di Ragazze interrotte che Angelina Jolie non veniva menzionata per le sue capacità interpretative. L’;età matura e la regia controllata di Clint Eastwood poi le hanno permesso di affrontare in Changeling il primo vero grande ruolo da protagonista della sua carriera. L’;attrice, sulla copertina di Best Movie di maggio, diretta da quello che è ormai inequivocabilmente riconosciuto come uno dei più grandi registi statunitensi (premio Oscar per Million Dollar Baby), ha offerto oggi al pubblico presente sulla Croisette un’;interpretazione drammatica davvero convincente, che potrebbe forse consegnarle la Palma d’;Oro. In Changeling, ovvero “lo scambio”, la diva recita il ruolo di Christine Collins, madre senza marito che alleva da sola il figlio di nove anni Walter. Il bimbo un giorno scompare improvvisamente. Dopo qualche mese la polizia avvisa la madre di averlo rintracciato, ma quello che Christine si troverà di fronte – attorniata dai giornalisti chiamati dalla polizia per sottolineare l’;eccezionalità del ritrovamento – non è il vero figlio. Pur di non riconoscere l’;errore, la polizia di Los Angeles la farà internare in un istituto psichiatrico come psicolabile, scatenando l’;intervento del reverendo Bregleb (John Malkovich), artefice di sermoni molto violenti contro le corrotte forze dell’;ordine della Città degli Angeli. A far luce sul mistero della scomparsa del figlio di Christine sarà un poliziotto “non allineato” che casualmente scopre come Walter sia stato rapito da un serial killer autore dell’;omicidio di ben venti bambini sepolti nel suo ranch. Grazie a questa scoperta, la donna viene liberata dall’;istituto e avvia una causa contro l’;intero dipartimento della polizia di Los Angeles. Il finale aperto alla speranza costituisce un’eccezione nell’;universo pessimista del regista. Eastwood, la cui mano sembra ringiovanire col passare degli anni, ci regala un thriller intenso e coinvolgente (scritto dalla penna feroce di Joel Michael Sarzyriski e avvolto dalle musiche composte dal regista medesimo), affondando nuovamente il bisturi nel marcio della società americana a partire da uno dei casi di cronaca più eclatanti della storia giudiziaria del Paese. Come riesca a essere così moderno pur essendo così classico e ambientando la sua storia negli anni ‘;20 è un mistero che appartiene al genio. Quanto ad Angelina, ci auguriamo che avviandosi ad entrare nell’;empireo delle muse sofisticate di Hollywood abbandoni l’;idea trash di chiamare i due gemelli in arrivo Castore e Polluce, come riportato dai gossip del giorno.

Ma.To.

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