Carlo Valli racconta la magia del doppiaggio al BMCG 2025: «Robin Williams era un vulcano»
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Carlo Valli racconta la magia del doppiaggio al BMCG 2025: «Robin Williams era un vulcano»

Con la sua voce abbiamo imparato ad amare uno degli attori più indimenticabili della storia del cinema. Al BMCG ospite uno dei più grandi doppiatori italiani, premiato alla carriera dalla nostra rivista: «Oggi nessuno doppia più come una volta, alcune cose costerebbero troppo»

Carlo Valli racconta la magia del doppiaggio al BMCG 2025: «Robin Williams era un vulcano»

Con la sua voce abbiamo imparato ad amare uno degli attori più indimenticabili della storia del cinema. Al BMCG ospite uno dei più grandi doppiatori italiani, premiato alla carriera dalla nostra rivista: «Oggi nessuno doppia più come una volta, alcune cose costerebbero troppo»

Carlo Valli Best Movie Comics and Games

Con la sua voce abbiamo imparato ad amare uno degli attori più indimenticabili della storia del cinema. Al Best Movie Comics and Games è arrivato oggi Carlo Valli, lo storico doppiatore del compianto Robin Williams, una vera e propria icona che negli anni abbiamo ascoltato in cult come Patch Adams e L’attimo fuggente.

Valli ha iniziato la sua carriera a teatro negli anni ’60, partecipando a numerosi spettacoli di prosa trasmessi dalla Rai. Tuttavia, è nel mondo del doppiaggio che Valli ha raggiunto la sua notorietà, diventando in poco tempo uno dei timbri più riconoscibili del panorama italiano. A farlo amare dal pubblico è stato soprattutto il suo legame con il compianto Robin Williams, al quale ha prestato la voce per anni fino all’ultimo film dell’attore, scomparso nel 2014. Tra i film memorabili in cui lo ha doppiato spiccano anche Will Hunting Mrs. Doubtfire, per il quale ha vinto il Nastro d’Argento come miglior doppiatore nel 1995.

Oltre ai tanti volti di Williams, Valli ha dato voce anche a molti altri personaggi indimenticabili del cinema e della televisione, tra cui il killer Ghostface della saga Scream e Horace Lumacorno nel franchise di Harry Potter, ma anche icone dell’animazione quali il dolce, insicuro e nevrotico tirannosauro giocattolo Rex di Toy Story e Gobber di Dragon Trainer. Ecco i punti salienti del suo intervento sul palco del nostro Main Stage, dov’è stato anche ospite dell’incontro dedicato alla webserie Storyland di Raffaele Tamarindo, della quale ha doppiato il quinto episodio (presentato in anteprima assoluta questa mattina all’evento), che rende appunto omaggio proprio al mito di Robin Williams.

Robin Williams, il vulcano

Era un attore che faceva piangere e ridere nello stesso film, nella stessa scena. Non l’ho mai conosciuto, venne in Italia per l’uscita di Mrs. Doubtfire e andò nella serata che Maurizio Costanzo fece al Parioli di Roma. Nessuno me l’aveva detto. Robin non si fermava un attimo, era anche difficile capire dove tagliare col direttore del doppiaggio, perché non si fermava mai. Anche da intervistato si alzava dalla sedia, correva di qua e di là, era un vero vulcano.

Il ruolo del doppiatore

Nel doppiaggio bisogna cercare di fare quello che si vede, non bisogna scollarsi – come si dice – dalla voce e dal movimento dell’attore. Rispetto a quando ho cominciato io, oggi fanno delle cose inimmaginabili, si può anche sostituire una “r” detta male con una “r” presa da un’altra parte. Una volta si doppiava su un nastrino che aveva una pista sola, mentre oggi sono infinite e si può sentire tutto insieme. Il doppiatore, comunque, è un attore, non può essere uno qualsiasi. Io ho cominciato come attore facendo la Silvio D’Amico nel 1962, poi ho iniziato facendo l’attore in teatro con Paolo Giuranna, all’epoca uno degli insegnanti – che non c’è più – e faceva degli spettacoli col Teatro Stabile de L’Aquila nel 1965, quando sono uscito dall’Accademia.

L’importanza della meticolosità per Carlo Valli

Renzo Palmer, direttore di doppiaggio, mi faceva fare delle cose importanti, ma io non ero così importante in quel settore. A cambiarmi la vita fu Good Morning, Vietnam. La direttrice di doppiaggio, molto brava, mi disse che gli americani volevano il provino, l’ho vinto io e da quel momento l’ho doppiato io, ne L’attimo fuggente, Patch Adams e tanti altri film. Questa direttrice era molto severa, molto esigente: si fanno tre turni di doppiaggio al giorno di tre ore, in un turno si possono fare da 100 a 120 righe – perché siamo pagati a righe – ma lei faceva fare 3 righe in un turno, finché non venivano bene o comunque con l’efficacia altissima che lei richiedeva. Ciò vuol dire aggiungere turni per finire il lavoro e naturalmente sono tutti soldi in più, è qualcosa che nessuno oggi farebbe più.

Il futuro del doppiaggio con l’Intelligenza Artificiale

Il cambiamento tecnico rispetto al passato è stato enorme e con l’intelligenza artificiale; in questo senso, si evolverà tutto in peggio, credo. Si è già sperimentato in passato il fatto di alterare la voce in quel modo, ma non si fa sempre nel doppiaggio, perché disturba: in un film americano puoi trovare cadenze del nord e del Centro America, le percepiscono solo gli americani, ma per il pubblico italiano non serve riprodurle.

A chiusura dell’incontro, il regista di Storyland Raffaele Tamerindo ha raccontato un divertente e sentito aneddoto su Valli: «Per me Carlo è Robin, sono cresciuto con la sua voce. Interagendo con lui ho avuto l’illusione tutta italiana di interagire con Robin Williams. In Storyland ha doppiato e trasformato le mie battute nei dialoghi di Robin, per esempio ha trasformato la battuta “ogni singola volta” in “ogni volta”, urlando: “Solo gli americani dicono ogni singola volta!”».

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