Resta ancora un mistero la morte di David Carradine, l’attore americano trovato senza vita giovedì scorso in una camera d’albergo a Bangkok. «Aveva una corda attorno al collo e un’altra attorno al suo organo sessuale, legate insieme e attaccate al guardaroba della camera», ha detto venerdì ai giornalisti il generale Worapong Siewpreecha della polizia della città thailandese. Un suicidio? Un gioco autoerotico finito male? Oppure un omicidio? L’ultima sconcertante ipotesi era stata sollevata dalla famiglia della star di Kill Bill alla fine della scorsa settimana. Una congettura che la moglie dell’attore, Abbie Bierman, aveva formulato dopo aver appreso da una fonte molto vicina alle indagini, che il marito aveva le mani legate dietro la schiena, e pertanto del tutto immobili. Anche la lentezza con cui i responsabili dell’hotel Nai Lert Park, dove Carradine alloggiava, avrebbero consegnato le prove in loro possesso alle autorità thailandesi, avrebbe suscitato qualche perplessità tra i familiari dell’attore, che infatti hanno deciso di rivolgersi all’FBI. Mark Geragos, il legale di Keith Carradine (fratello di David), ha annunciato poche ore fa che la famiglia ha già incontrato gli agenti dell’FBI affincé affianchino la polizia thailandese nelle indagini. Intanto, il corpo di Carradine è stato rimpatriato negli Stati Uniti. Mentre le autorità di Bangkok fanno sapere che ci vorranno 4 settimane per affermare con precisione la causa della morte dell’attore (gli esami tossicologici sono in corso). Alcuni membri dello staff dell’hotel, infine, hanno rilasciato alcune dichiarazioni sulle ultime ore di vita di David Carradine. Sembra che la notte prima di morire l’attore abbia intrattenuto il personale dell’albergo suonando il piano… «Era molto allegro», avrebbero detto.

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