Angelina Jolie la scorsa settimana è stata accusata per i metodi con cui aveva condotto i casting del suo nuovo film dietro alla macchina da presa, First They Killed My Father, descritti nel corso di un’intervista rilasciata a Vanity Fair per una cover story dedicata di recente alla star hollywoodiana. Il film, ambientato in Cambogia, è basato sulla biografia di Loung Ung e racconta il terrificante regime imposto dagli Khmer Rossi intorno al 1970 attraverso i ricordi dei sopravvissuti. 

Dalle dichiarazioni rilasciate dalla Jolie, pareva che i bambini coinvolti nel casting fossero stati messi davanti a una somma di denaro e che gli fosse stato poi chiesto di pensare a qualcosa di cui avevano davvero bisogno, tanto da spingerli a prendere i soldi e scappare: insomma un ricatto psicologico decisamente crudele. La protagonista Sroi Moch era stata scelta perché, dopo averli fissati a lungo, avrebbe risposto che l’unico motivo per il quale li avrebbe presi sarebbe stato per assicurare al nonno una degna sepoltura, cosa che non si era potuta permettere e che ha toccato il cuore della Jolie tanto da confermarla per la parte.

Nella giornata di ieri, domenica 30 luglio, l’attrice ha subito rettificato quanto pubblicato da Vanity Fair definendo false e scandalose le dichiarazioni riportate: «È stata presa ogni misura per assicurare che i bambini potessero prendere parte alla produzione in sicurezza, comfort e serenità, dal momento della prima audizione a oggi (…). Tutti hanno lavorato per fare in modo che nessuno rimanesse turbato nel partecipare a una ricostruzione di un loro periodo storico così doloroso.  Sono molto dispiaciuta del fatto che un esercizio di improvvisazione, basato oltretutto su una scena che sarà contenuta nel film, sia stata descritta come qualcosa di autentico e accaduto veramente. Il fatto che ai bambini sia stato offerto del vero denaro è falso e oltraggioso. Mi sarei vergognata profondamente se una cosa del genere si fosse realmente verificata».  A giudicare dalle parole riportate dal magazine pare proprio che gli intenti dell’attrice siano stati pesantemente travisati.

First They Killed My Father verrà distribuito entro la fine dell’anno su Netflix e vedo coinvolto come produttore Rithy Panh, altro cambogiano sopravvissuto al regime di Pol Pot. Inoltre Angelina Jolie non solo è madre adottiva di un ragazzo cambogiano, Maddox, ma è anche Ambasciatrice dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

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