A quindici anni dall’uscita del primo Twilight, Jackson Rathbone — l’attore che nella saga interpreta Jasper Hale — torna a parlare con passione del suo personaggio, lasciando intendere che potrebbe esserci ancora molto da esplorare nella storia della famiglia Cullen. Durante un panel tenutosi al Fan Expo di Denver, moderato da Collider, Rathbone ha condiviso alcune riflessioni personali e creative, sottolineando come Jasper sia rimasto per troppo tempo un personaggio in parte inesplorato, soprattutto nella sua complessità emotiva.
L’attore ha spiegato che il passato di Jasper è segnato da esperienze traumatiche, in particolare la partecipazione alla guerra a soli diciassette anni. Una componente oscura che raramente ha trovato spazio nei film, ma che nella mente dell’interprete potrebbe costituire il cuore di un eventuale prequel. «C’è molta oscurità nel passato di Jasper – ha raccontato Rathbone -. Ha dovuto affrontare gli orrori della guerra a soli 17 anni, e c’è qualcosa di estremamente oscuro in questo». Una frase che apre alla possibilità di un racconto più profondo, meno legato all’estetica brillante dei vampiri e più vicino a una riflessione intima sul dolore e la redenzione.
A rendere più significativo il discorso è il coinvolgimento personale dell’attore in attività legate al recupero e alla riabilitazione di persone con dipendenze. Rathbone ha infatti spiegato che nel suo lavoro al di fuori dello schermo si occupa proprio di offrire seconde possibilità a chi ha vissuto esperienze difficili, e questo gli ha fatto vedere il personaggio di Jasper sotto una luce diversa: non solo un vampiro tormentato, ma un’anima segnata che cerca di ritrovare il proprio valore attraverso l’amore e l’accettazione. «Quando incontri qualcuno che ti fa sentire di nuovo degno – ha detto – succede qualcosa. È questo che vorrei vedere raccontato».
Nel mondo creato da Stephenie Meyer, Jasper ha effettivamente un passato complicato: ex ufficiale dell’esercito confederato, si ritrova dopo la trasformazione vampirica coinvolto in guerre tra clan, guidando eserciti di neonati. Ma Rathbone propone un tono diverso: non una storia di vendetta o potere, bensì un dramma umano sul senso di colpa, la memoria e il bisogno di perdonarsi.
Al momento, nessun prequel è stato annunciato da Lionsgate, ma l’idea ha già acceso la curiosità dei fan. Dopotutto, come suggerisce lo stesso Rathbone, Twilight non è solo una saga di amori immortali e scontri sovrannaturali, ma può essere anche uno spazio narrativo dove raccontare percorsi di guarigione e umanità.
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Fonte: Collider
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