«Sarà un film fatto in America la prima operazione di rilancio». Vittorio Cecchi Gori, ritornato in libertà dopo quattro mesi di carcere e arresti domiciliari in seguito all’arresto per la bancarotta della Safin Cinematografica, ha annunciato così, in una conferenza stampa a Villa Borgese a Roma, la volontà di tornare alla produzione con il remake di Stanno tutti bene di Giuseppe Tornatore, interpretato da Robert De Niro e prodotto dalla Miramax. Il produttore ha anche espresso l’impegno di mantenere sia la produzione di film che la gestione delle sale. Gli avvocati di Cecchi Gori hanno infatti preparato un rapporto da sottoporre a un nuovo gruppo di finanziatori. In merito alle vicende giudiziarie che lo hanno visto protagonista negli ultimi mesi il produttore ha affermato: «Avrò anche fatto degli errori, ma nessuno può esser paragonato a quello che hanno fatto i curatori, i gestori, delle aziende. Quello che hanno fatto i custodi cautelari in questo periodo è terribile. Io l’ho sempre detto alla Procura: datemi una mano, ma lasciatemi fare cinema, perché non lo sanno fare tutti. Ho mezzi finanziari molto superiori agli eventuali debiti». E a proposito della natura dei suoi guai giudiziari ha aggiunto: «Sono perseguitato da un gruppo di infiltrati. Certo avrei dovuto allontanare qualcuno, ma non ci sono mai riuscito. Non credo, per natura, ai complotti, alle cattive azioni. E non sono portato a parlare male dei magistrati. Le procure, i giudici, si occupano tutti di pezzettini piccoli, separati, non guardano l’insieme».

Me.Va.

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