Celeste Dalla Porta, la miglior attrice dell'anno si racconta al BMCG: «È un periodo bellissimo»
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Celeste Dalla Porta, la miglior attrice dell’anno si racconta al BMCG: «È un periodo bellissimo»

La star di Parthenope illumina il palco e ci racconta la sua esperienza con Paolo Sorrentino e cosa la aspetta nel futuro

Celeste Dalla Porta, la miglior attrice dell’anno si racconta al BMCG: «È un periodo bellissimo»

La star di Parthenope illumina il palco e ci racconta la sua esperienza con Paolo Sorrentino e cosa la aspetta nel futuro

celeste dalla porta al bmcg

Sguardo magnetico, talento autentico e una presenza scenica che non si dimentica: Celeste Dalla Porta è senza dubbio l’attrice rivelazione dell’ultimo anno. A consacrarla è stato il ruolo da protagonista in Parthenope, di Paolo Sorrentino, dove ha incarnato con naturalezza e intensità uno dei personaggi femminili più affascinanti della stagione cinematografica. Ma il suo volto è apparso anche nel videoclip Incoscienti giovani accanto ad Achille Lauro, in una potente rievocazione della celebre scena de La dolce vita. Una carriera appena cominciata e già carica di promesse, che trova al Best Movie Comics and Games un primo importante riconoscimento: il Best Movie Award alla Miglior Attrice.

È stato un anno incredibile per Celeste Dalla Porta, e lei stessa si dice travolta dalla bellezza di questo momento: «È un periodo bellissimo. Sto salutando questo lungo percorso, molto emozionante e intenso». Un percorso che l’ha portata al centro della scena grazie a Parthenope di Paolo Sorrentino, dove interpreta un personaggio complesso e sfuggente, profondamente legato all’identità della città di Napoli: «Mi capita di rivedermi, anche in occasioni come queste o durante le presentazioni del film. All’inizio era un effetto straniante, quasi disturbante, ma col tempo riesco a essere più distaccata e ad ammirare davvero il lavoro di tutti».

Ripensando al momento decisivo, Celeste racconta così la telefonata (anzi, l’annuncio inaspettato) di Sorrentino: «Venivo da un lungo periodo di provini, che in realtà erano delle vere e proprie prove: Paolo mi stava portando dentro la sceneggiatura, a capire il personaggio. Alla fine mi ha chiesto di fare da spalla ad altri attori, quella che dà le battute agli altri. Poi, un giorno, mi ha presa da parte e mi ha detto: “Mi sono scocciato, sei tu”. Sono scoppiata in lacrime, per l’emozione, per la bellezza delle parole, e anche per l’ansia: mi sono resa conto della responsabilità che mi stava dando».

Responsabilità, appunto. Non solo quella di interpretare un ruolo da protagonista, ma anche di rappresentare un’intera città e il suo immaginario. «Paolo mi ha consigliato di leggere Ferito a morte e Il mare non bagna Napoli, libri che mi hanno aiutata a entrare nell’immaginario napoletano. Parlano attraverso immagini forti di una Posillipo rarefatta, si basano sul ricordo e sul passare del tempo. Grazie a quei libri, sul set riconoscevo quel linguaggio e quello che vedevo. Mi hanno preparata alla città e all’atmosfera che Paolo voleva» ha raccontato.

Tra le difficoltà maggiori, Celeste indica il lavoro sul corpo e sull’emotività controllata della protagonista: «La distanza che Parthenope mette tra sé e gli altri. Paolo mi chiedeva un controllo fisico ed emotivo molto preciso, un movimento lento, aggraziato. Io, nella vita, tendo a essere più nervosa. Lei invece ha un’energia calma e uno sguardo molto particolare. Il lavoro più grande è stato proprio trovare quello sguardo: non svela mai del tutto il suo pensiero». Un atteggiamento che ha finito per insegnarle qualcosa anche nella vita: «Lei in realtà non arriva a dire “no”, ma riesce a sgusciare via prima dalle situazioni. Ha una forza di volontà enorme, il suo “no” viene recepito senza essere esplicitato. Mette dei limiti, tiene una distanza. Voglio imparare a farlo anch’io».

A 27 anni, Celeste Dalla Porta riflette anche su cosa significhi vivere pienamente la giovinezza, tema centrale nel film: «È l’ultimo periodo prima dell’età adulta, ci si pongono tante domande sul sottostare o meno a certe regole. La giovinezza è un’amplificazione delle emozioni: tutto è più intenso, anche il dolore. La bellezza è bellissima, la bruttezza è orribile. E senti che quel momento sta passando. Se poi ci metti dentro un trauma, un lutto come quello vissuto nel film da Parthenope, allora cresci in fretta, lasci andare quella spensieratezza».

Nella sua formazione, un ruolo fondamentale lo hanno avuto anche le altre arti: «Vengo da una famiglia che mi ha permesso di ampliare lo sguardo sulle immagini, sulla fotografia, sull’estetica. Mio padre è un musicista, e poter stare nella musica mi ha permesso di appassionarmi come ascoltatrice. Trovo che sia importante in qualsiasi mestiere. Per Parthenope ascoltavo tanta musica anni ’70 e napoletana. Avevo trovato una playlist con canzoni bellissime, quasi sconosciute. Sapevo che ci sarebbe stata la canzone di Cocciante e col cast la ascoltavamo per ore».

Quanto al cinema, Celeste è sincera: «Non mi definirei una nerd. C’è una pigrizia di fondo: per me il cinema richiede attenzione, è un momento sacro. Ho appena finito L’arte della gioia: quella sì, vale davvero la pena».

Il suo è un volto nuovo e potente, che si inserisce in un panorama finalmente in trasformazione: «Sì, quest’anno finalmente vediamo ruoli femminili più facilmente ed è importantissimo, era ora. Anche grandi registe, maestranze… È stato raro per troppo tempo, e ingiustificatamente. Ora sento che c’è una nuova apertura. Interpretare una protagonista femminile in un film di Sorrentino mi fa sentire parte di una piccola conquista».

E per il futuro? La Miglior attrice del Best Movie Comics and Games 2025 ha le idee chiare: «Non pretendo di fare subito un altro film alla portata di Sorrentino, altrimenti non lavorerei più. Mi piacerebbe esplorare progetti più piccoli, sostenere il cinema indipendente. Molti miei coetanei stanno scrivendo cose bellissime, ma è un’annata maledetta per il cinema».

Potete leggere QUI tutti gli articoli sui panel del Best Movie Comics and Games 2025, qui invece trovate i dettagli sul programma della giornata di oggi, domenica 8 giugno.

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