Per molti è “semplicemente” uno dei più grandi film della storia del cinema. Ma dietro C’era una volta in America si nasconde anche una delle produzioni più lunghe, travagliate e ossessive mai affrontate da un regista. Ora quella vicenda diventerà a sua volta un film. Secondo quanto riportato da Variety, Leone Film Group ha infatti annunciato lo sviluppo di un lungometraggio dedicato alla genesi del capolavoro di Sergio Leone, raccontando i quindici anni che il regista impiegò per trasformare il suo sogno impossibile in realtà.
Il progetto, ancora senza titolo ufficiale, nasce proprio dalla volontà di riportare sul grande schermo il lato più umano e tormentato di Leone. Non soltanto il cineasta che ha rivoluzionato il western con la trilogia del dollaro e C’era una volta il West, ma soprattutto un uomo disposto a sacrificare tutto pur di realizzare quello che considerava il film definitivo della sua carriera.
A spiegare meglio la natura del progetto è stata Raffaella Leone, figlia del regista e co-CEO della società di produzione, che ha definito il film «la storia di un uomo che ha inseguito un sogno per tutta la vita». Un’ossessione creativa che portò Sergio Leone a dedicarsi quasi esclusivamente a C’era una volta in America per oltre un decennio, affrontando continue difficoltà produttive, finanziarie e artistiche.
Il film seguirà infatti diversi momenti della vita del regista, intrecciando passato e presente attraverso numerosi salti temporali. La narrazione partirà dall’infanzia romana di Leone e attraverserà città simboliche della sua carriera come New York, Los Angeles, Parigi e Cannes. Ed è proprio il Festival di Cannes ad avere un ruolo centrale nella vicenda: lì Leone incontrò il produttore Arnon Milchan e sempre lì il film venne presentato nel 1984, accolto inizialmente in maniera molto diversa rispetto allo status leggendario che avrebbe conquistato negli anni successivi.
Oggi, infatti, C’era una volta in America viene considerato uno dei gangster movie più importanti di sempre, ma la sua uscita fu tutt’altro che semplice. Negli Stati Uniti il film subì pesanti tagli da parte dello studio, che ne modificò persino la struttura narrativa voluta da Leone. Una scelta che compromise la ricezione iniziale dell’opera e che il regista visse come una profonda ferita artistica. Solo col tempo, grazie al recupero della versione integrale e alla rivalutazione critica internazionale, il film è stato finalmente riconosciuto come il capolavoro che Leone aveva immaginato.
Dietro la macchina da presa del nuovo progetto ci saranno Giuseppe Stasi e Giancarlo Fontana, già noti per la serie crime The Bad Guy. I due registi stanno scrivendo il film insieme a Ludovica Rampoldi e Davide Serino, autori che negli ultimi anni hanno contribuito ad alcune delle produzioni italiane più apprezzate nel panorama seriale.
Il progetto rappresenta anche una nuova fase per Leone Film Group, che continua a rafforzare il proprio profilo internazionale. Oltre al film dedicato a Sergio Leone, la società sta lavorando a diversi titoli destinati al mercato globale. Tra questi figurano Bad Boy’s Girl, adattamento cinematografico della popolare saga Wattpad di Blair Holden, e il remake inglese di FolleMente di Paolo Genovese, grande successo al box office italiano. In sviluppo anche la versione internazionale de I giorni dell’abbandono di Elena Ferrante, che vedrà protagonista Penélope Cruz.
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