Lo speciale dedicato a Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato è pubblicato su Best Movie di novembre. Ecco una preview:

«In un buco nel terreno viveva un hobbit…».

Erano gli anni ’30 del secolo scorso quando un professore inglese esperto di linguistica e folklore scrisse queste parole su un compito in classe che un alunno aveva lasciato provvidenzialmente bianco.

Non sappiamo nulla della carriera scolastica del ragazzo da lì in poi, ma sappiamo per certo come sia proseguito il viaggio del piccolo hobbit: dal buco nel terreno alle fauci della Montagna Solitaria, sfidando ragni giganti, negromanti, troll e draghi. E incontrando sulla sua strada uomini-orso, uccelli parlanti e persino una bizzarra, viscida creatura che vive nelle profondità dei monti più alti della Terra di Mezzo.

Quel professore, forse non c’è bisogno di dirlo, si chiamava John Ronald Reuel Tolkien, e quelle otto semplici parole avrebbero dato il via a un’avventura straordinaria, quella di Lo Hobbit, che a più di settant’anni dal suo esordio in libreria continua a catturare milioni di lettori in tutto il mondo. E di cinefili: perché non siamo qui per farvi una lezione di storia della letteratura, ma per darvi il benvenuto – anzi: il bentornato – nella Contea, e per farvi conoscere lo hobbit più straordinario che abbia mai portato i suoi larghi piedi pelosi sul grande schermo. Signore e signori, ecco a voi Bilbo Baggins e il suo viaggio inaspettato.
INASPETTATO… O A LUNGO ATTESO?

Bentornati, si diceva: perché è da quasi dieci anni che non mettiamo piede a Hobbiville. Quasi dieci anni da quando Peter Jackson, un allora sconosciuto regista neozelandese con un background di culto nello splatter più puro, scolpì nell’immaginario collettivo la sua visione delle opere di Tolkien: un tempo quasi infinito, cinematograficamente parlando, che avrebbe potuto far sbiadire il ricordo della saga. Non che in effetti ci sia stato modo di sentirne davvero la mancanza: finita la sua corsa in sala, Il signore degli anelli è diventata una formidabile macchina da marketing, di cui è impossibile quantificare l’impatto. Da quando l’abbiamo (ri)scoperta, la Terra di Mezzo non ci ha mai lasciato davvero, ed era solo questione di tempo prima che Jackson decidesse di tornarci.

E Lo Hobbit era la scelta migliore, forse l’unica possibile: in quelle pagine l’autore inglese cominciò a costruire la sua epica, gettò i semi per le vicende di Frodo e dell’anello e regalò al mondo un assaggio della sua metodica creatività. C’è molto di più di quello che appare in Lo Hobbit, insomma: se non ci credete chiedetelo proprio a Peter Jackson, che già nel 1995 aveva espresso il desiderio di adattare il romanzo per il grande schermo e che, dopo ritardi, scioperi, cause legali e una lotteria di nomi infinita ha ottenuto, nell’ottobre 2010, il definitivo via libera per la sua nuova avventura. […]

© RIPRODUZIONE RISERVATA