Non manca molto al debutto nelle sale di C’era una volta… a Hollywood, il nuovo film di Quentin Tarantino che – tra gli altri – ha come protagonista anche Margot Robbie nei panni di Sharon Tate, celebre attrice e moglie del regista Roman Polanski, che venne brutalmente assassinata nell’estate del 1969.
Dopo il primo trailer ufficiale e le svariate immagini diffuse, senza troppi giri di parole in molti si sono domandati: “Ma cosa caspita c’entra con tutta questa vicenda Bruce Lee?” Beh, sappiate che oltre ad essere stato un caro amico di Polanski e sua moglie, aveva anche fatto da maestro di arti marziali a Sharon per un breve periodo, quando l’attrice si stava allenando per il film The Wrecking Crew, del 1968.
Ma arriviamo al dunque: perchè il regista si convinse della sua colpevolezza? A quanto pare, chiacchierando con Polanski qualche giorno dopo la strage, Lee rivelò di aver appena perso un paio di occhiali da sole. Un dettaglio come un altro, in apparenza. Se non fosse che il regista aveva saputo direttamente dal capo della polizia che sul luogo del delitto erano stati ritrovati proprio degli occhiali, che si supponeva appartenessero all’assassino.
Come se non bastasse, Polanski sapeva bene che se al mondo c’era un uomo in grado di uccidere diverse persone senza l’aiuto di complici, quello era proprio il suo amico esperto di arti marziali. Questi dettagli – misti alla disperazione – portarono seriamente il regista a sospettare dell’integrità di Bruce Lee; dubbi che andarono avanti finché la polizia non individuò i veri responsabili dell’omicidio: i membri della Manson Family.
Interpretato – tra gli altri – anche da Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Al Pacino, ricordiamo che C’era una volta… a Hollywood uscirà nelle sale italiane a settembre: qui la nostra recensione. Cosa ne pensate di questa storia?
Fonte: The Wrap
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