«È stato molto facile ingrassare per questo film», racconta Matt Damon a proposito di The Informant!, l’ultimo film di Steven Soderbergh di cui è protagonista e per il quale è dovuto ingrassare di quasi 20 chili. «Anzi», continua, «è stato divertente per una volta non dover correre ad allenarmi in palestra dopo aver finito di girare sul set». La pellicola, applaudita ieri fuori concorso alla Mostra di Venezia, racconta con toni da commedia la storia (vera) di Mark Whitacre, presidente della filiale di un’industria alimentare che nei primi anni ’90 collaborò con l’FBI per smascherare i piani fraudolenti della ditta; e che però nascose altri “dettagli” sul suo conto che compromisero le indagini (oltre che procuragli una buona dose di schizofrenia). «Ho impiegato sette anni per fare questo film», ha rivelato Soderbergh, «e quando ho letto il libro da cui è tratto (scritto dal giornalista Kurt Eichenwald, ndr) ho subito pensato a Matt per il ruolo principale. Come Whitacre, anche lui è un tipo molto americano, ottimista, amato dai suoi colleghi. L’unica cosa buona di tutti questi anni di lavoro è stata che nel frattempo Matt ha raggiunto l’età giusta per la parte». The Informant! è l’ultimo film prodotto dalla Section Eight, la società di produzione che vedeva soci Soderbergh e George Clooney: «Non preoccupatevi, siamo ancora amici: semplicemente, quella società non esiste più». Probabile che il clan di Ocean si sia incontrato in laguna, visto che George è sbarcato ieri. Come sapete, in buona compagnia…

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Matt Damon e il regista Steven Soderberg al Festival di Venezia per la presentazione del film The Informant!
(Getty Images)

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